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filosofia&storia

Addio alla Falcucci

attualità Posted on Gio, Settembre 04, 2014 23:06:51

E’ morta Franca Falcucci, politico democristiano, che fu ottimo ministro della Pubblica Istruzione (prima donna) negli anni ’80 nei governi Craxi e Fanfani. Riuscì a ridare parzialmente dignità e centralità alla scuola italiana dopo il decennio della contestazione. Era un’insegnante di liceo e di scuola ne capiva. Molto. Dopo di lei sulla poltrona di viale Trastevere si sono succeduti giuristi, magistrati, docenti universitari, ingegneri, linguisti, imprenditori, medici, capre, scienziati, glottologi. Caro Renzi, su quella poltrona sarebbe ora di rimetterci un buon insegnante che ti dica cosa fare, come e perché, se proprio non c’è nessun Croce o Gentile nei paraggi.



Annuncite e riformite

attualità Posted on Gio, Settembre 04, 2014 12:48:26

Raramente sono d’accordo con Roger Abravanel. Questa volta sì, in toto. Scrive su Corriere.it: “Esistono Paesi, come la Finlandia, che hanno ottimi sistemi educativi. Eppure non valutano le scuole e non differenziano gli stipendi degli insegnanti per merito. Come ci riescono? Puntando moltissimo sulla selezione all’ingresso degli insegnanti (una professione che attira i migliori laureati) e su una vera formazione, fatta in classe da professori esperti e non attraverso corsi di aggiornamento. Proprio le due leve che questo decreto sembra ignorare o addirittura penalizzare“. I punti sulla scuola di Renzi non hanno niente di nuovo, niente di veramente pensato, e mirano intanto ad un obiettivo immediato: impedire una resistenza organizzata del corpo docente all’ennesimo attacco alla scuola pubblica, creando false aspettative (stabilizzazione in un colpo di 150.000 precari, si vabbé…), divisioni tra pseudo-meritevoli e non meritevoli alla caccia dell’euro in più, illusioni su un dibattito di mesi, che servirà solo a distrarre e a creare ulteriori false aspettative. Non è un dire no a priori alle proposte di Renzi. E’ la constatazione che quel che dice è vecchio e sbagliato. Del resto non mi pare che né lui né la Giannini sappiano qualcosa realmente di scuola. E quel che effettivamente c’è nei punti è roba trita e ritrita. Un’inversione radicale nella scuola sarebbe data solo da: aumento generalizzato degli stipendi, in modo da attrarre una fascia medio-alta fra i laureati, miglioramento delle condizioni di lavoro, totale sburocratizzazione, controllo ispettivo sul lavoro dei docenti, superamento dell’inutile autonomia e dell’attuale sistema di governance, compreso l’istituto della dirigenza, risparmi e tagli sugli esami di stato e sulle bocciature, attacco frontale ai diplomifici privati. Altro che chiacchiere.