Vedo un video dove Zuckerberg, il fondatore di Facebook, viene ricevuto in un’università cinese e interloquisce con gli studenti in mandarino: https://www.youtube.com/watch?v=S5qXkPNk5cA#t=409 . Penso al nostro presidente del consiglio e alle sue magre figure internazionali quando biascica due parole in un inglese surreale. E mi deprimo. Mi sembra che il mondo viaggi ad un’altra velocità e che noi stiamo diventando periferia della periferia della periferia. Leggo che nelle scuole cinesi si studia dalle 5,30 del mattino alle 21,30 di sera, un solo giorno di vacanza al mese, vietati i cellulari. In una delle scuole con i più alti risultati in tutto il paese campeggia un motto: “La vita non è una prova, perché non ti è concessa la possibilità di riviverla”. Eccessi, si dirà. Scuole lager, vengono chiamate. Ma questi, i cinesi dico, hanno fame del mondo; gli altri, gli americani, continuano ad averne. Noi sembriamo così stanchi, senza mordente. Anche se, in questi giorni, i miei studenti mi hanno sorpreso in positivo. Mi sembrano tutti più maturi, più consapevoli. L’insegnamento filosofico e storico, unitamente a quello delle altre discipline, piano piano fa il suo lavoro. Non saremo più i primi del mondo, come un tempo, ma forse riusciamo ancora a formare spiriti complessi, capaci di sondare i misteri della natura e dell’uomo. Chissà…