Napolitano deve averci creduto veramente. Dico di essere divenuto una sorta di monarca, anzi, di papa della Repubblica. Ha infatti tenuto a precisare nel suo ultimo discorso di fine anno che la Costituzione prevede espressamente la possibilità di dimissioni del Presidente. Insomma, ci ha informati che, in questo caso, non dobbiamo farci inquietare dai dubbi che arrovellarono i dotti e la gente comune ai tempi di Celestino V e molti secoli dopo di Benedetto XVI. No, stavolta, è tutto chiaro. L’art. 86, comma 2, della Costituzione della Repubblica Italiana prevede espressamente il caso di dimissioni del Presidente. Grazie, Presidente. Effettivamente, dal momento che quello della Costituzione è diventato un testo obsoleto, dimenticato e da modificare a piacere e a “cazzo di cane” ogni due per tre, è anche possibile che qualche cortigiano, in uno impeto di usuale leccaculismo le abbia insinuato il dubbio della necessità di rimanere a capo della Repubblica monarchica napolitan-italiana fino all’esalazione dell’ultimo respiro, come Giovanni Paolo II, poniamo. E Lei, magari, avrà esitato per un momento, non ricordando più da quanti secoli si aggira dentro i palazzi felpati del potere e constatando di risiedere, effettivamente, in una residenza papale, e risalendo indietro dalla sua stagione migliorista, a quella stalinista, a quella fascista, avrà pensato ad una sua stagione antigiansenista e ad una precedente anticonciliarista… e…. E invece, no, ci ha strabiliati tutti con un energico sussulto di costituzionalismo formale e si è ricordato di riaprire uno scricchiolante cassetto della sua immensa scrivania di rappresentanza e ne ha estratto una polverosa copia della Costituzione della Repubblica Italiana, che, sì, in effetti, prevede ‘apertis verbis’ le dimissioni del Presidente, pur non prevedendo, va detto, il doppio mandato, la prevaricazione sistematica di governo e parlamento fino a trascinare la nazione in guerra (Libia 2011), l’amnesia costituzionale prima di firmare in fretta e furia leggi palesemente anticostituzionali, l’attacco alla magistratura nelle sue prerogative fondamentali, l’imposizione alla magistratura della distruzione di prove compromettenti, ecc. ecc. e nemmeno il preannuncio delle dimissioni, e neanche il preannuncio del preannuncio delle dimissioni. Uatinni va’, pulicinella napolitano…

P.S.: La Costituzione prevede il reato di vilipendio di presidente dimissionario?