Nessun tagliatore di gole “islamista”, nessun Boko Haram, nessun ISIS è in grado di produrre armi sofisticate. Ciò significa che la potenza di questi gruppi è data a monte dal rifornimento continuo di armi, provenienti dalle industrie del mondo occidentalizzato. Se si volesse fermare davvero il terrorismo, lo si potrebbe fare controllando a monte il mercato delle armi con rigide regolamentazioni, come avviene nel caso di sanzioni internazionali (vedi le sanzioni alla Russia, all’Iran, a Cuba…). Si vuole invece intervenire a valle, dopo aver creato e armato questi gruppi, per determinare ulteriore terrore e guerra. Basta questa semplice ed elementare constatazione, che però viene quasi sempre sottaciuta, per rendersi conto che ogni fenomeno di terrorismo, non è qualcosa di esterno al mondo occidentalizzato, ma è una proiezione di tensioni interne al mondo occidentalizzato, che vengono create e mantenute ad arte dalle stesse potenze mondiali per le loro politiche di dominio o per il mantenimento dello status quo. La ragione di fondo è che le classi dirigenti dei paesi avanzati sono da decenni ormai totalmente delegittimate e verrebbero facilmente spazzate vie da movimenti di popolo, se non ci fosse un clima di paura generalizzato, che viene via via sempre più fomentato, proprio per mantenere tali apparati di potere. Il gioco, ed è un gioco vecchio, che ricalca i vecchi schemi della politica colonialista, riesce per ora molto facilmente, sfruttando l’ignoranza delle masse, inebetite in occidente e mandate al macello nei paesi periferici.