Allora, secondo il delirante disegno di legge del venditore di pentole che ci s-governa, ogni scuola, ogni tre anni, entro ottobre (cioè mentre si stanno avviando le lezioni, si redigono gli orari dei docenti, si programma l’attività annuale), deve decidere che cosa insegnare (materie curriculari, extracurriculari, potenziamento dell’offerta formativa per il successivo triennio), decidere con quanti e quali insegnanti farlo, con quali necessità finanziarie. Il tutto lo farà il Dirigente Scolastico, dopo aver “sentito” (sic!) gli organi collegiali e i principali “attori economici, sociali e culturali del territorio” (sic!). Dopo di che manda il piano all’Ufficio Scolastico Regionale, il quale, attraverso i suoi burocrati deve valutare se è compatibile economicamente e finanziariamente e se risponde alle richieste di potenziamento degli obiettivi formativi stabiliti dal governo, fra i quali al primo posto spicca il CLIL (sic!!!). Se il piano della scuola è congruo, l’USR lo invia al Ministero, il quale verifica ancora che il piano rispetti gli indirizzi strategici e la compatibilità finanziaria, dopo di che, eroga le risorse, che però potrebbero essere inferiori a quelle richieste. In tal caso, la scuola, entro febbraio, deve rimodulare il suo piano. Si potrebbe dare anche il caso che il piano della scuola non passi il vaglio dell’USR, il quale, immagino lo rispedirebbe indietro alla scuola, con dei rilievi, e questa (ormai indico scuola per indicare il DS, perché nel disegno di legge c’è questa totale identificazione molto renziana della comunità con il venditore di pentole solo al comando) lo dovrebbe riscrivere; oppure potrebbe darsi che l’USR lo validi, ma che il ministero opponga dei rilievi. Moltiplicate tutto ciò per le decine di migliaia di istituzioni scolastiche italiane, statali e paritarie; immaginate i ricorsi multipli e incrociati tra i vari livelli; e provate a immaginare l’immonda e putrescente massa di atti burocratici che questa farneticante e inutile procedura produrrà. Il tutto entro febbraio. Ma perché entro febbraio? Ovvio, perché il tutto sarà trasparente su internet e così, comodamente da casa, sarà possibile “una valutazione comparativa da parte degli studenti e delle famiglie” dei vari piani degli istituti; il tutto prima delle iscrizioni. Ma andate a cagare, branco di mentecatti senza arte né parte.