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filosofia&storia

Come incistare la corruzione anche nella scuola

attualità Posted on Sab, Marzo 21, 2015 16:19:32

Anche nel disegno di legge sulla scuola, come nel “Jobs act”, si crea una discriminazione tra anziani e giovani, secondo la logica, vecchia come il mondo, del ‘divide et impera’. La nuova norma prevede, infatti, che solo i docenti di nuova assunzione finiscano dentro albi regionali, da cui i dirigenti pescherebbero i ‘loro’ docenti. La discriminazione cade nel momento in cui si chiede trasferimento. Qualunque docente, anche già di ruolo, che volesse o dovesse chiedere un trasferimento ad altra scuola, non potrebbe farlo direttamente: all’atto della richiesta di mobilità finirebbe dentro l’albo, dal quale dovrebbe essere pescato eventualmente da un altro dirigente che leggesse il suo curriculum e ne rimanesse folgorato. E questo varrebbe anche per i docenti in esubero “costretti” a mettersi in mobilità. Immaginate solo le opportunità di corruzione che si andrebbero ad incistare dentro questo meccanismo folle, per cui masse di docenti dovrebbero piatire l’assunzione al dirigente-caporale, magari in cambio di bustarelle o prestazioni sessuali. Sostanzialmente, si vuole introdurre la corruzione dilagante nel Paese anche in un ambito, la scuola, che finora ne è stato toccato solo marginalmente o in forme ridicole.



Come umiliare definitivamente una nobile professione

attualità Posted on Sab, Marzo 21, 2015 16:18:39

Disegno di legge sulla scuola. Articolo 2, comma 11: “I dirigenti scolastici, definito il Piano triennale dell’offerta formativa ai sensi del comma 6, scelgono il personale da assegnare ai posti dell’organico dell’autonomia, con le modalità di cui all’articolo 7”. Articolo 7, comma 3: “L’attribuzione, da parte dei dirigenti scolastici, degli incarichi ai docenti, avviene nel rispetto dei seguenti principi e criteri: a) incarichi di durata triennale rinnovabili, coordinata con il ciclo triennale di definizione degli organici di cui all’articolo 6”. Ciò significa che ogni tre anni ci sarà il valzer dei posti. Il DS potrebbe decidere di non riconfermare l’incarico a qualche docente. In quel caso il malcapitato docente finirà nell’albo, che, ormai avrete capito, è una sorta di limbo o antinferno. Da lì poi si verrebbe ripescati da qualche DS che agogna gli scarti delle altre scuole. Se nessun DS ti chiama, l’USR ha facoltà di prelevarti e sbattarti presso qualche scuola a Vattelappesca, dove il DS locale aveva trascurato di ricoprire un posto (si veda art. 7 comma 3, lettera e). Possiamo immaginare il servilismo strisciante per farsi riconfermare e non finire nell’albo; le possibilità infinite di compiacenza o corruzione; moltiplicate quello che già oggi è presente per un milione di volte. Così, una professione già sottopagata e svilita socialmente diventerà perfino servile e umiliante. Perderà del tutto ogni traccia di nobiltà che ancora essa riveste in virtù della libertà con cui si esercita l’insegnamento, peraltro secondo la lettera della Costituzione (art. 33).