Disegno di legge sulla scuola. Articolo 2, comma 11: “I dirigenti scolastici, definito il Piano triennale dell’offerta formativa ai sensi del comma 6, scelgono il personale da assegnare ai posti dell’organico dell’autonomia, con le modalità di cui all’articolo 7”. Articolo 7, comma 3: “L’attribuzione, da parte dei dirigenti scolastici, degli incarichi ai docenti, avviene nel rispetto dei seguenti principi e criteri: a) incarichi di durata triennale rinnovabili, coordinata con il ciclo triennale di definizione degli organici di cui all’articolo 6”. Ciò significa che ogni tre anni ci sarà il valzer dei posti. Il DS potrebbe decidere di non riconfermare l’incarico a qualche docente. In quel caso il malcapitato docente finirà nell’albo, che, ormai avrete capito, è una sorta di limbo o antinferno. Da lì poi si verrebbe ripescati da qualche DS che agogna gli scarti delle altre scuole. Se nessun DS ti chiama, l’USR ha facoltà di prelevarti e sbattarti presso qualche scuola a Vattelappesca, dove il DS locale aveva trascurato di ricoprire un posto (si veda art. 7 comma 3, lettera e). Possiamo immaginare il servilismo strisciante per farsi riconfermare e non finire nell’albo; le possibilità infinite di compiacenza o corruzione; moltiplicate quello che già oggi è presente per un milione di volte. Così, una professione già sottopagata e svilita socialmente diventerà perfino servile e umiliante. Perderà del tutto ogni traccia di nobiltà che ancora essa riveste in virtù della libertà con cui si esercita l’insegnamento, peraltro secondo la lettera della Costituzione (art. 33).