Un governo che mette la fiducia su un provvedimento di riordino della scuola è un governo che vuole mettere le mani sulla scuola. Non è un caso che non abbiano voluto assolutamente discutere l’eccesso di potere discrezionale affidato ai dirigenti, i quali diventeranno la “longa manus” del governo di turno in un’istituzione che, per sua natura, dovrebbe essere libera, democratica e pluralista più di ogni altra. Spesso si paragona la scuola alla sanità. In verità bisognerebbe paragonarla alla giustizia. Questo DDL infligge alla scuola un “vulnus” paragonabile ad una riforma della giustizia che prevedesse la nomina governativa di pubblici ministeri e giudici. Sarebbe il totale stravolgimento del concetto di giustizia come ordine sovrano e terzo. Lo stesso vale per la scuola. Non ci sarà più la scuola della Repubblica, ci sarà la scuola del governo di turno. Si tratta di un atto intrinsecamente autoritario e fascista. Mi viene da ridere, per non piangere, se penso a quei colleghi di “sinistra” che temevano il fascista Grillo e hanno votato il Partito Dittatoriale. Che tristezza!