Collegio diviso a metà su trimestre-pentamestre o quadrimestre-quadrimestre. Non è mai una cosa buona. Però si dovrebbe fare anche una riflessione sulle parole e sui dati oggettivi, che sono mutati, e non ripetere sempre stancamente gli stessi cliché. Intanto, sulle parole.
La scelta, infatti, poteva essere posta in questi termini: volete il pentamestre + trimestre o il trimestre + pentamestre? Infatti, con lo scrutinio fatto a fine gennaio e con le festività agatine e carnacialesche di febbraio, con la Pasqua ad aprile, i ponti del 25/4 del 1°/5 e del 2/6, la festività dell’Autonomia siciliana il 15/5, i viaggi di istruzione e le visite guidate, il secondo periodo si ridurrebbe ad un misero trimestrucolo, dove poter dare una valutazione finale serena diventa davvero rischioso e problematico. Posta così la questione, sarebbe davvero irragionevole optare per un primo periodo lungo e un secondo molto più breve. Ma le parole possono occultare anche dati numerici obiettivi, se usate in modo improprio (senza alcuna malizia, si intende). In verità, però, le cose stanno ancora in modo diverso, perché se il collegio approva l’inizio delle lezioni il 7/9 (quest’anno come lo scorso anno), allora settembre è un mese come tutti gli altri. E quindi noi abbiamo una prima frazione, da settembre al 22 dicembre, che è davvero un quadrimestre pieno; e da gennaio a fine maggio abbiamo un pentamestre che è in realtà un quadrimestre. Quindi, chi ha votato per il trimestre-pentamestre, in realtà ha votato per il quadrimestre-quadrimestre; mentre chi ha votato per il quadrimestre-quadrimestre, voleva il pentamestre-trimestre, che sarebbe stata una assurdità. Mi sto sentendo Mark Twain, quando dimostra di essere il nonno di sé stesso. Ma sto portando dati oggettivi, numeri. Per favore, colleghi, meditiamo. L’anno prossimo, comunque, se si riproporrà la stessa ‘vexatissima quaestio”, io dirò solo due parole: chi vuole il 3+5 in realtà vuole il 4+4 e chi vuole il 4+4 in realtà vuole follemente il 5+3. I colleghi nuovi non capiranno un cazzo, i colleghi di matematica mi metteranno alla gogna, alcuni si alzeranno dovendo stare seduti, altri siederanno dovendo stare in piedi, e se vedrò una folla che si dirige di corsa verso di me, non sarà un plebiscito, ma il principio di un linciaggio.