Oggi in una quinta classe ho svolto un’attività didattica nuova sia per me sia per i miei alunni. Vengo e mi spiego. Tutti sapevano di dover venire in classe con un tablet o portatile o smartphone personale con possibilità di connessione dati. Abbiamo acceso la LIM e ho proiettato una mappa concettuale relativa all’empirismo moderno e in particolare a Hume.

Per trenta minuti ho tenuto una lezione frontale su questi argomenti, riuscendo a fornire dei concetti generali sull’empirismo e ad introdurre la figura del filosofo scozzese; ho parlato del progetto di scienza della natura umana da lui avviato, quindi dell’esperienza come origine e controllo della conoscenza, della distinzione tra impressioni e idee, della distinzione tra senso interno ed esterno, delle facoltà della sensazione, della memoria e della immaginazione, del principio di associazione delle idee e ho iniziato ad affrontare la critica del concetto di causalità.

Gli studenti prendevano appunti con carta e penna.

Finita la spiegazione, si sono collegati tutti al nostro gruppo facebook di classe, la cui pagina veniva proiettata alla LIM al posto della mappa. Avevano 20 minuti di tempo per rielaborare gli appunti, digitarli attraverso il loro ‘device’ e pubblicarli come commento ad un post relativo a Hume. Il motto di questa attività è: “Publish or perish” (oppure, come qualcuno si è inventato in un inglese forse approssimativo: “post or lost”).

Tutti sono arrivati a pubblicare gli appunti, alcuni in forma completa (paradossalmente quelli che avevano lo smartphone e che io credevo avessero difficoltà di digitazione!!!), altri quasi in forma completa.

A quel punto io ne ho scelti alcuni e leggendoli a tutta la classe ne ho evidenziato eventuali errori concettuali o formali, evidenziando e sottolineando con gli strumenti della LIM.

Avevo annunciato che non ci sarebbe stata una valutazione sul lavoro, se non negativa per chi non avesse pubblicato nulla (ma ciò non si è verificato).

Che cosa credo di aver ottenuto:
1) Gli studenti sono stati attenti e concentrati più del solito, sapendo di essere chiamati a produrre immediatamente un feedback.
2) Durante la spiegazione hanno posto domande importanti e pertinenti di chiarimento relative agli snodi più difficili, sapendo di doverli esplicitare da lì a breve alla classe negli appunti.
3) Durante il lavoro di rielaborazione digitale degli appunti hanno chiesto individualmente ulteriori chiarimenti a me che giravo tra i banchi per sostenere il loro lavoro.
4) L’attività di rielaborazione degli appunti ha costituito un immediato rinforzo a quanto trasmesso poco prima oralmente, con necessità immediata di riorganizzazione e chiarimento di quanto appreso.
5) Nella fase di correzione degli appunti pubblicati si è quindi tornati per una terza volta sullo stesso argomento, con ulteriore rinforzo. Si è colta l’occasione per risolvere alcuni fraintendimenti, per correggere alcuni errori concettuali, per mettere in evidenza tanti aspetti formali di tipo grammaticale, stilistico, o di trattamento testi.

Inoltre:
6) Tutti rivedranno gli appunti e modificheranno il loro post di commento, anche sulla base delle correzioni già suggerite in classe.
7) Il docente darà da casa un’ulteriore occhiata ai lavori prodotti e poi segnalerà i lavori migliori come “materiale” che può essere utilizzato da tutti per lo studio.
8) Gli studenti che utilizzeranno la mappa concettuale fornita e gli appunti ‘certificati’ avranno strumenti per una verifica sufficiente o discreta. Chi volesse rafforzare e approfondire il tema e aspirare ad una valutazione ancora più elevata dovrà fare riferimento anche alle pagine del libro, indicate ad inizio lezione dal docente stesso.

Sono stato molto soddisfatto dell’esperimento. Credo anche i miei alunni. Attendo ulteriori sviluppi circa le ricadute didattiche di più lunga durata.