Questa intervista, pur nella sua brevità ed estemporaneità, è davvero rivelativa.

Innanzitutto, il presidente dell’INDIRE, in meno di due minuti, utilizza due volte il termine “scardinare” e una volta il termine “aggredire” in riferimento al ‘sistema’ tradizionale. Quindi, la sua missione è esclusivamente ‘negativa’, ‘distruttiva’. Non a caso chiama ‘avanguardie’ queste ‘idee’ pseudopedagogiche che dovrebbero annientare (diciamo la parola vera) la scuola, così come esiste da tremila anni.

In secondo luogo, associa la scuola tradizionale al taylorismo. Parla di modello ‘trasmissivo’ in associazione al taylorismo. Quanto questo abbinamento sia insensato è evidente a chiunque conosca un minimo di storia. La tradizione, ovvero la ‘trasmissione’ della cultura, è sempre stato il compito primario di ogni sistema educativo, da quelli primitivi a quelli più recenti. Il taylorismo è un modello di management finalizzato alla riduzione dei tempi di produzione. La scuola moderna ha forse adottato alcuni elementi del taylorismo, ma associare il compito primario della scuola al taylorismo è un nonsense, utile solo a creare un’atmosfera di pseudoinnovazione, che dovrebbe seguire i nuovi modelli di produzione flessibili e robotizzati dell’industria moderna, e non più quelli vetusti di inizio Novecento. Insomma, nuovismo senza contenuti.

In terzo luogo, si tradisce ben tre volte, con ben tre lapsus. Parla di ‘libri’ digitali, ma poi si ricorda che nella neolingua della neopedagogia, anche il libro deve essere ‘scardinato’, ‘aggredito’, quindi non si parli più di libri, nemmeno in formato digitale, ma solo di contenuti che svolazzano di qua e di là nel web senza alcun ordine o senso. Poi, utilizza il termine ‘lezione’, orrore! E si corregge immediatamente, perché non si deve fare più ‘lezione’, ma si devono ‘costruire le competenze’ dei ragazzi (non ‘studenti’, non ‘discenti’, non ‘allievi’, non ‘alunni’, ma… ragazzi) ‘con strumenti multimediali interattivi’ con ‘ambienti di simulazione’ con… (non lo sa neanche lui con che cosa). Infine, utilizza il termine ‘banchi’, orrore, orrore, orrore… e si corregge immediatamente ‘non più banchi’, perché i ragazzi non devono stare più di fronte alla cattedra.

Non è la liquidazione di un modello tradizionale obsoleto, è la liquidazione della scuola in sé, della trasmissione del sapere tra le generazioni, è un attacco frontale al concetto stesso di civiltà, portato avanti con non chalance, con leggerezza, per consegnare le menti delle nuove generazioni alla completa manipolazione. In nome di chi? Per conto di chi agisce questo signore? Perché deve dirci lui come dobbiamo insegnare? Chi gli ha dato il mandato di “scardinare”, “aggredire”? Chi lo ha eletto?