Studi sulle radici.

Marco Cuzzi, L’occupazione italiana della Slovenia
(1941-1943)
, Stato Maggiore dell’Esercito, Roma 1998, pp. 400.

29.4.1941. Limitazione della circolazione degli autoveicoli
e dei motoveicoli a quelli di pubblico interesse (il 12 luglio anche a questi viene
proibita la circolazione notturna e festiva) (57)

25.aprile: Ucciso dai partigiani il podestà di san Vito di
Cerknica insieme al segretario comunale e ad un altro collaborazionista. BAC
(Brigata Anti Comunista, poi MVAC Milizia Volontaria Anti Comunista)
“Altre BAC sorsero presso Cerknica e Skrlievo) (81).

24.giugno Revocato nella provincia di Lubiana il
riconoscimento della Chiesa Cattolica Nazionale dei Vecchi cattolici. Con la
stessa ordinanza venivano disciolte le comunità vecchiecattoliche e se ne
vietava l’esercizio pubblico con un’ammenda per i contravventori fino a due
mesi” (88) Così Grazioli si ingrazia il vescovo di Lubiana Rozman
(conservatore)

Equipaggiamento cetnico: “Ogni gregario ha inoltre in
dotazione un berretto da belogardista ed uno da partigiano in modo che se
vengono incontrate truppe italiane i cetnici figurano essere belogardisti, se
quelle partigiane, partigiani” (122).

In Slovenia operano soltanto 1800 partigiani sloveni (109).

Le forze cetniche in Slovenia ammontavano a circa 600 unità
(121).

Le bande partigiane indossavano spesso uniformi dell’ex
esercito reale jugoslavo e venivano scambiati per cetnici (147).

3.1.1942 Astensione della gente dalla circolazione e dalla
frequentazione di locali pubblici per ricordare i “caduti per la causa
slovena”. La manifestazione riesce perfettamente (163).

A tali manifestazioni l’esercito di occupazione rispondeva o
obbligando a manifestazioni simili per ricordare i caduti italiani (ma
obbligatorie), oppure anticipando il coprifuoco.

7.2.1942 Altra giornata di protesta e di ricordo dei
“caduti comunisti”

Licenze di circolazione limitate a cause di estrema
necessità. “Su segnalazione del Questore venne deciso che i militari ai
posti di blocco avrebbero perquisito anche le donne, sospettate di custodire le
armi dei “ribelli”. (171)

Accantonato il progetto di sopprimere tre presidi tra cui
quello di Rakek (troppo importante per la sua importanza strategica alla
frontiera). (174)

23.2.1942 Blocco di Lubiana, circondata da filo spinato e
posti di blocco armati (175).

“XI Raggruppamento Guardia alla Frontiera:

Presidio di Rakek

Comando 17° raggruppamento d’artiglieria Guardia alla
Frontiera;

II/XXIII settore;

VIII battaglione minatori;

646a compagnia mitraglieri;

CX battaglione mitraglieri;

due batterie leggere di Guardia alla Frontiera da
stabilire.” (179)

Presidio di
Rakek

una compagnia di fucilieri;

due pezzi autotrasportati;

una compagnia mitraglieri.” (181)

“A Lubiana si ride delle perquisizioni della nostra
questura. Tutte le armi sono nascoste nel sottosuolo delle cantine e sotto i
pavimenti di legno delle abitazioni” (183)

“Il 19 e 20 marzo [1942] un reparto della Divisione
“Granatieri di Sardegna” incendiò sette frazioni del comune di
Idecano, razziò l’intero bestiame, i generi alimentari e tutte le masserizie
disponibili e infine fucilò sul posto cinque civili” (184).

“La fine del lungo e particolarmente gelido inverno…
” [1942] (194)

Robotti chiese a Grazioli di disciplinare il suono delle
campane, in quanto talvolta parroci o campanari accondiscendenti le avevano
usate per avvertire le formazioni partigiane del sopraggiungere di reparti
italiani. Grazioli assicurò che ne avrebbe parlato a Rozman [vescovo di
Lubiana] affinché limitasse l’utilizzo delle campane alle sole funzioni
religiose e a determinate ore del giorno. In seguito a tali colloqui, l’Alto
Commissario avrebbe emanato un’ordinanza, il 19 agosto 1942, nella quale si
limitava l’utilizzo delle campane alle sole funzioni religiose e, su ordine del
compe- (195) tente comando militare, come allarme antiaereo. Per chi avesse
fatto uso improprio delle campane, sarebbe stata comminata una pena pari ad un
anno di carcere e diecimila lire di multa” (196)

(Polizia, CC.RR. [Carabinieri Reali], Regie Guardie di
Finanza, MVSN [Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale], ex-squadristi) (200)

Requisizione di sci e calzature in cuoio (212)

Gli uffici postali sarebbero stati chiusi in tutte le
località soggette ad operazioni militari. Sarebbero rimasti aperti soltanto gli
uffici di Lubiana e dei centri maggiormente presidiati (Kocevje, Novo Mesto,
Longatico, Rakek, Verconico, Grosuplje, Crnomelj) (219)

Quindi quello di
Cerknica chiuse?

Dopo il 18 luglio 1942

“L’XI Raggruppamento “Guardia alla Frontiera”
avrebbe condotto rastrellamenti nella zona tra Vinji Vrh, Topol e Circonio
[Cerknica], ostacolando al contempo eventuali fughe di partigiani dal Krim
verso sud-ovest e da Turjak verso sud-est. I confini storici dell’Italia
sarebbero stati chiusi e presidiati dal XXIII Corpo d’armata” (221)

Formazioni partigiane:
“Primorska Odred”, operante in Venezia Giulia (Postumia)…”
(229)

17.9.1942

L’Alto Commissario chiese la liberazione del Ginnasio Reale
di Kocevje, di due scuole inferiori a Rakek. (237)

“Il 15 giugno 1943 Emilio
Grazioli, nominato prefetto di Catania
, fu sostituito nella carica di Alto
Commissario per la provincia di Lubiana da Giuseppe Lombrassa (1906-1966)”
(260).

“Nel giugno 1943 l’attività delle formazioni partigiane
si spostò verso occidente, interessando soprattutto i presìdi della Guardia
alla Frontiera di Longatico, Rakek e Velike Bloke e la linea ferroviaria
Postumia-Lubiana” (261)

Il vescovo
propagandista

“Il 19 luglio [1943] Rozman giunse a Cerknica, a sud
est di Lubiana. Ricevuto dal comandante del sottosettore e da una
rappresentanza del locale presidio della Guardia alla Frontiera, Rozman non
pronunciò un’omelia, bensì un “vibrante discorso” elencando le
“nefandezze compiute dai b.c. (banditi
comunisti NdA
) e rivolgendo un riconoscente saluto alle Forze Armate
italiane che da tempo in terra slovena combattono il subdolo nemico per il
trionfo della civiltà cattolico europea” [la
fonte è il notiziario giornaliero del comando dell’xi raggruppamento Guardia
alla Frontiera al comando della 2a armata n. 200, 19 luglio 1943]

“Nel
frattempo, preoccupato dalle reazioni negative registrate tra le fi- (270) la
della MVAC all’indomani del 25 luglio, il vescovo Rozman continuava il suo
peregrinare al fine di spronare gli sloveni “bianchi” a proseguire la
lotta ai comunisti. Il 9 agosto l’alto prelato si recò a Rakek, presso il
locale presidio della Guardia alla Frontiera. Tuttavia, ascoltando attentamente
le parole del Vescovo, si denotava, anche in lui, una certa malcelata
preoccupazione. “Parlando della guerra in corso ha affermato che
difficilmente una delle parti contendenti potrà raggiungere un’effettiva
vittoria sull’altra, ma se i popoli dovranno prevalere sugli altri, potranno
essere soltanto quelli che si sono mantenuti vicini a Dio ed alle dottrine
cristiane, poiché senza la provvidenza divina nessuna meta potrà mai essere
raggiunta” [Notiziario 9 agosto
1943]

“L’Ufficiale
della Guardia alla Frontiera che redasse il notiziario annotò inoltre:
“Secondo alcune voci, il discorso è stato definito come ‘coraggioso’, per
quanto non sia mancato chi lo abbia ritenuto un po’ imprudente”.

“la “crisi” del collaborazionismo fu seguita
con attenzione, come si è visto, dal movimento cetnico sloveno. Tuttavia anche
i partigiani, convinti dagli emissari britannici, tentarono di estendere la
propaganda già in atto verso gli italiani ai militi della MVAC. Ad alcuni
presidi anticomunisti della Guardia alla Frontiera furono recapitati appelli
firmati dal maggiore Jones, nei quali si chiedeva ai belogardisti di
abbandonare gli italiani e di unirsi alle unità titoiste. La crisi del sistema
politico-militare italiano stava coinvolgendo anche le sue creature: le
diserzioni dalla MVAC iniziarono ad aumentare.

Il 10 agosto venne organizzata una vasta operazione di
rastrellamento nella regione della Velika Gora settentrionale, tra Ribnica e
Cerknica” (271).

“Robotti, informato dell’imminente capitolazione, aveva
dunque deciso di abbandonare definitivamente la Slovenia, terra ingrata che non
meritava certo di essere difesa” (279)

“dal 25 luglio i Comandi germanici avevano fatto
affluire lungo i confini italiani nuove unità corazzate dell’entità di una
divisione. Inoltre, dalla fine di agosto Longatico, Planina e Verconico erano
presidiati da un battaglione della 71a divisione della Wehrmacht” (282).

“La divisione “Isonzo” venne raggiunta dalla
notizia dell’armistizio mentre era in procinto di concentrarsi e quindi
trasferirsi a Postumia, come ordinato dai Comandi superiori. L’organizzazione
del trasferimento era resa difficoltosa dall’assenza di linee telefoniche,
interrotte dai partigiani la notte del 7 settembre; ciò nonostante il generale
Cerruti riuscì a concentrare a Novo Mesto e Trbenje circa 12 mila uomini”
(284).

Cerruti poi si unirà
ai partigiani come soldato semplice (285).

Volantino del 1942

“Soldati
italiani! Mussolini vi ha strappato dalle vostre case, dalle vostre
famiglie per trascinarvi in una guerra ingiusta di conquista. Il fascismo, che
nel corso della vostra vita vi ha negato ogni gioia e vi ha procurato miseria e
fame, vuole ora distruggere ogni vostra speranza e mandarvi al macello. Nelle
caserme soffrite la fame, siete sottoposti a fatiche inutili e penose, e siete
tenuti sotto una brutale disciplina. Sui fronti della guerra siete esposti alla
più crudele morte, alle più dolorose mutilazioni. Sono i plutocrati fascisti,
che hanno voluto questa guerra e che ora da essa ne tirano grandi profitti.
Siete voi che non avete voluto questa guerra, che ora siete mandati a farla e a
sopportarne tutte le sofferenze. Sono i plutocrati fascisti e le loro famiglie,
responsabili della guerra, che non soffrono la fame, perché hanno le case piene
di riserve di generi alimentari. Siete voi e le vostre famiglie che per causa
dei responsabili della guerra soffrite la fame, non avete da mangiare. Gli
agenti del fascismo cercano di dividervi e mettervi contro gli operai delle
vostre classi non richiamati alle armi. Non lasciatevi ingannare! Questi operai
non sono degli imboscati, ma sono anch’essi vittime della guerra del fascismo,
esse assieme a tutti gli altri operai vogliono unirsi a voi e ai contadini per
difendere l’URSS, per conquistare la pace e per liberare il nostro paese dal
giogo hitleriano.

Soldati,
sottufficiali, ufficiali!

Hitler, Mussolini, dopo aver subito il più clamoroso scacco
nella loro aggressione contro l’URSS si apprestano ora a lanciare una nuova
grande offensiva contro il paese del Socialismo, della libertà, del benessere.
Rifiutatevi di combattere contro l’Unione Sovietica. I vostri nemici non sono
le popolazioni dell’URSS, della Jugoslavia e della Grecia ecc., ma il governo
Mussolini che ha ridotto voi e le vostre famiglie a soffrire la fame e che
vuole fare di voi della carne da cannone. Il vostro nemico è il governo
Mussolini che ha aggregato il nostro Paese al carro dell’imperialismo
hitelriano. (337). Le armi che il fascismo vi ha consegnato non utilizzatele
contro i gloriosi soldati e partigiani sovietici e i loro alleati, utilizzatele
per spazzare dal nostro Paese i vostri veri nemici; il governo di Mussolini e i
dominatori hitleriani. Distruggete, sabotate il materiale bellico destinato
alla guerra contro l’URSS e i suoi alleati. Passate con armi e bagagli dalla
parte dell’Esercito Rosso per continuare nelle sue file la lotta contro il
comune nemico. Alla milizia fascista che spia i vostri sentimenti, che esercita
su di voi il controllo degli sbirri, e che è disposta a spararvi nella schiena,
rispondete col piombo dei vostri fucili e delle vostre mitragliatrici”
(338).