Ugo Foscolo, Lettere scritte dall’Inghilterra, EN, V, 237-454, Le Monnier,
Firenze 1951 (a cura di M. Fubini)

CONSIDERAZIONI SULL’AUTOBIOGRAFIA DI HUME

Importanti le considerazioni sull’autobiografia di Hume,
riportate alle pp. 275-276.

LETTORI DI LIBRI

«… i lettori de’ libri non sono per lo più se non gli
autori» (278).

BELLEZZA E DONNE. LA SCALA VERSO IL BELLO IN SE’

«Ed io credo di avere quasi compiuta in Inghilterra la
Galleria ch’io aveva incominciato a raccogliere in Italia – una Galleria di
quadri femminili, di ritratti spiranti e viventi non dipinti da mano mortale,
nè soggetti a vicende di fortuna e di tempo – bensì fissi nella mia memoria –
come in amabile santuario – e spesso io richiamo d’innanzi all’anima mia le
amabili immagini delle belle persone da me conosciute, e parlo con esse nella
mia solitudine, e per esse mi consolo delle noie e de’ guai della vita, e
m’ispirano una cara (?) soavità (?) di visioni, e mi rinfrescano il cuore – ed
amo in quelle immagini ed adoro il divino spettacolo della bellezza, e mi sento
come incantato da una secreta armonia.

Certo che
la bellezza è una specie d’armonia visibile che penetra soavissima ne’ cuori
umani; e se non è abbellita dal lume della virtù – allora purtroppo non è che
terrena; ma una bella giovine che è animata da un cuore virtuoso è un individuo
tra il mortale e il celeste, e chi la contempla può alimentarsi di sensi
graziosi ed animarsi ad azioni generose e salire con lo spirito ad adorare
lietamente il creatore d’ogni bellezza». (280)

GIUDIZIO SUL CALVINISMO E SU ROUSSEAU

«Nè dar mai retta ad un Ginevrino se mai con sublime fervore
ti parla di Cristianesimo puro, di incorrotti costumi e di perfettibilità,
perch’egli è naturalmente calcolatore, e per necessità vive sui forestieri; e
dove alla natura e alla necessità s’aggiunge l’ipocrisia filosofica, i mortali
acquistano la mirabile abilità di ravvolgere le ciffre dell’usura giudaica in
un vortice d’entusiasmo platonico che t’abbaglia e poi t’accieca di fumo». (287)

PER CHI SCIRVE LO SCRITTORE

«Fatto sta che gl’Inglesi per lo [più] scrivono per
procacciarsi lettori nel loro partito – i Tedeschi per i loro scolari – gli
autori Italiani per gli autori Italiani – e i Francesi per piacere alle donne:
e tutti seguono i loro interessi». (290)

LETTERE A MOSAICO

«io non so scrivere lettere che a mosaico». (295)

DIDIMO POSSIEDE UN SOLO LIBRO: LA BIBBIA

«Inoltre non avea libro veruno fuorchè la Bibbia». (305)

CRITICA DELLA POESIA LEGGERA

«Ma tutti non possiam essere il Casti da scrivere poesia
chiara da non forzare a pensare, – e sempre ridere e ridere senza pensare, – di
essa ridete, e se anche v’annoia, non vi stanca mai; dicono che non sia poesia
ma versi, – e non versi ma rime – e non rime ma filastrocche d’animali parlanti
per gli animali leggenti – »

A PROPOSITO DI COCCHI OMICIDI

Da ricollegare alla lettera 36 al ministro Sopransi le
considerazioni sui nobili che ammazzavano i servi con le carrozze: veramente da
brivido!!! pp. 335-336.

CRITICA DELLA NOBILTA’ ITALIANA p. 339

GIUDIZIO SULLE CROCIATE E SULLA RIVOLUZIONE

«La rivoluzione in vent’anni fece all’Italia il bene che le
Crociate fecero all’Europa. I teorici declamavano contro le Crociate, poi
s’accorsero che per esse l’Europa uscì dal governo feudale». (339)

SULLA CONFESSIONE DELLE NOBILI FANCIULLE

«Il cavaliere servente le faceva a un tratto smarrire la
ridicola semplicità del candore – e il confessore avvezzavala a poco a poco a
raccontare senza pudore i suoi falli – a saldare i de- (343) biti con la
coscienza , ed a farne con più fiducia degli altri». (344)

LE DONNE SONO LE SUE MAESTRE DI MORALE

«… vi confesso ch’io quel molto che ho di buono nel cuore
l’ho avuto dalle donne incominciando da mia Madre» (348).

ELOGIO DEL PARINI

pp. 353-355

DIFETTO CONTEMPORANEO

«…insegnar presto e imparar presto». (365)

ANALISI DELL’ANALISI

«Questa specie di metafisica chiamasi analisi, ed ha la
facoltà di scomporre in minime particelle i libri e gli affetti umani e gli
esamina con microscopio anatomico, ma non può più ricomporli nelle forme che avevano
ricevuto dalla Natura e li lascia freddi cadaveri». (366)

MONDO CONTEMPORANEO

«Noi abbiamo fin quasi l’arte del volare e tante religioni
dogmatiche, filosofiche, e naturali e non sappiamo oggimai a quale attenerci;
viviamo ridendo e moriamo temendo di tutte». (384)

QUANDO NON SI CREDE IN NULLA, SI CREDE IN TUTTO

«Frattanto noi correndo dietro la turba tumultuosa degli
scrittori viventi, combattiamo per conquistare un’infinità d’opinioni e di
fantasie e di novità, finchè ciascheduno di noi volendole afferrar tutte
quante, si stanca, s’annoia di tutte e cade smemorato sul campo di battaglia
del Pirronismo. Ma l’uomo ha pur
bisogno di appoggiarsi ad alcuna opinione: e chi è in istato d’imbecillità fida
al soccorso de’ ciarlatani che allora vengono ad offerire sistemi miracolosi.

Adunque è da presumersi men
barbaro quel Bel mondo popolato di
scrittori e lettori i quali, studiando i pochi grandi esemplari d’ogni
generazione fino alla nostra, possono educarsi a pensare; e quindi, a scansare
gli inconvenienti della Mania e della
Fatuità: perchè credo che
imparerebbero tre cose (385) essenziali. L’una: le poche utili verità vedute e ripetute da tutti i grandi ingegni;
e n’emergerebbe l’idea generale del Vero;
l’altra: in che modi diversi ciascheduno
d’essi le abbia sentite, meditate ed espresse
; e n’emergerebbe l’idea
generale del Bello; – finalmente: come i nostri contemporanei sappiano
applicare ne’ loro scritti queste idee generali di filosofia e di stile
; e
desumerebbesi un’idea men incerta sul Gusto».
(386)

SU OMERO, PROFETI EBREI, DANTE, SHAKESPEARE VEDI P. 392.