Discorso all’assemblea degli attivisti
Movimento 5 Stelle Mascalucia
24 febbraio 2018


Sono profondamente emozionato e
sento il peso di una enorme responsabilità che con il vostro voto franco,
aperto e democratico avete voluto conferirmi. State certi che non tradirò la
fede che avete riposto in me e non deluderò le aspettative del movimento e di
tutta la cittadinanza di Mascalucia.

Ora permettetemi di fare una cosa.

Ho portato qui quattro libri… Lo
so, lo so… qualcuno inizia a mormorare… qualcuno si sta pentendo della scelta appena
fatta… Qualcuno pensa: “Guarda, il
professorino si illude di vincere le elezioni con i libri… e chi li
legge più oggi i libri? Chi ha il tempo di leggere, tra le chat, whatsapp, i
social, il web, i media. Libri, cose superate…”.

Ma, vi prego, datemi ancora un po’
della vostra pazienza, perché voglio solo comunicarvi che questi quattro libri
non sono semplici libri, ma sono quattro tappe recenti della mia vita, che mi
hanno portato fin qui e forse possono dire qualcosa anche su tutti noi.

Io non credo nel destino, ma credo
nella storia, e credo che le cose non avvengano per caso, ma perché giorno dopo
giorno con le nostre scelte noi costruiamo il nostro destino.

Il primo libro è questo: I discorsi
parlamentari di Concetto Marchesi

Concetto marchesi era catanese, è
stato un grandissimo uomo di cultura, un latinista, ma è stato anche uomo della
resistenza e padre costituente. Ha contribuito a scrivere la nostra splendida Costituzione,
che quest’anno compie settanta anni di vita. E li porta benissimo, nonostante
qualcuno la volesse rottamare, il 4 dicembre di due anni fa. E questo qualcuno
non ce l’ha fatta e sarà invece rottamato lui definitivamente il prossimo 4
marzo.

Ebbene, io sono uno dei docenti che
nel 2006 ha avviato le procedure per l’autonomia del liceo di Mascalucia. E poi
sono colui che nel 2010 ha proposto l’intitolazione del liceo di Mascalucia a
Concetto Marchesi: e i docenti, l’amministrazione di allora e il ministero
hanno approvato l’intitolazione al grandissimo catanese.

Il quale si era già accorto, nei
primi anni della repubblica, del rischio dell’inquinamento clientelare e
mafioso del momento elettorale e nei suoi discorsi passionali contro affaristi
e sottobosco politico usava queste parole infuocate: “Chiamano democrazia questo
spudorato commercio di voti”…. “Chiamano democrazia questo spudorato commercio
di voti”.

Noi nel nome della Costituzione
italiana non faremo mai mai mai spudorato commercio di voti e invitiamo tutte
le altre liste, liste civetta, liste accozzaglia, liste parenti e amici, liste
‘chi c’è c’è”, a non fare spudorato commercio di voti e a cercare di fare
democrazia. Ma dubitiamo che ne siano capaci, perché ormai da decenni hanno
perso il concetto stesso di democrazia, se mai l’hanno avuto.

Il secondo libro è questo: I Buddenbrook di Thomas Mann.

Un libro scritto nel 1901…

Come sei antico dirà qualcuno…

Ma vi prego… ancora un po’ di
attenzione: tre anni fa, esattamente tre anni fa, portammo centocinquanta
studenti di Acireale, Catania e Mascalucia dentro la sala consiliare del comune
di Mascalucia. Questi ragazzi avevano tutti letto questo librone di settecento
pagine e dovevano parlarne, dentro la sala consiliare del Comune di Mascalucia,
e c’era anche il sindaco Giovanni Leonardi, che era passato per un saluto di
rito.

E di che cosa parla questo libro di
uno dei più grandi scrittori di sempre? Parla di una famiglia, I Buddenbrook appunto, e parla di una
città, Lubecca, nel profondo nord della Germania. Una città meravigliosa,
moderna, ricca, ordinata, pulita, incantevole, che nell’epoca in cui è
ambientato il libro aveva 40.000 abitanti, poco più di Mascalucia oggi.

E allora io, dopo che il sindaco Leonardi
ci diede il suo benvenuto, lessi ad alta voce il giuramento dei consiglieri
comunali di Lubecca, che si trova nel libro e ve lo leggo di nuovo, oggi ad
alta voce:

“Giuro di adempiere con coscienza
al mio ufficio, di perseguire con tutte le mie forze il bene dello stato, di
essere fedele alla costituzione, di amministrare onestamente i beni pubblici e
di non tenere conto, nell’esercizio della mia carica e in occasione delle
elezioni, né del mio personale vantaggio, né di parentele o amicizie. Giuro di
difendere le leggi dello stato e di usare giustizia con chiunque, ricco o
povero”.

Il sindaco però se ne doveva andare
e non restò nemmeno un minuto in più.

E certamente non potevo immaginare
che tre anni dopo sarei stato qui a lanciare un guanto di sfida e a chiedere
alla cittadinanza di cambiare, di rinnovare tutto, di mandare a casa questa
classe politica fallimentare.

E qui mi rivolgo alla cittadinanza
e chiedo: ma secondo voi perché continuiamo a vivere da decenni, da decenni,
tra queste strade scassate e sporche, sporche di rifiuti, sporche di rumore?

Viviamo in un territorio meraviglioso
tra il vulcano più grande e più attivo d’Europa e un mare mitico, un vulcano
che hanno ridotto a discarica e un mare che hanno ridotto a fogna: senza
turismo, senza prospettive, senza lavoro.

E che cosa abbiamo noi di meno dei
tedeschi di Lubecca. Siamo intelligenti e creativi e altrettanto laboriosi. Ma
ci manca da troppo tempo, da troppo tempo, una classe politica che persegua
davvero il bene comune, che faccia un giuramento come quello dei consiglieri
comunali di Lubecca e che poi lo rispetti. Sempre.

Noi siamo qui per questo! Saremo
competenti, creativi, innovatori e saremo onesti. E trasformeremo Mascalucia in
una città del benessere e dell’innovazione, da città del malessere e della stagnazione,
come la vogliono altri per continuare a fare i loro miseri interessi.

Il terzo libro che vi presento è Il
voto di scambio politico-mafioso
del nostro senatore a 5stelle Mario
Michele Giarrusso

Ho avuto l’onore di presentare
questo libro qualche mese fa insieme con Agata Montesanto e Claudio Violetta. Questo
libretto semplice, chiaro, rapido, apre gli occhi su una cosa che molti forse
hanno ancora confusa in testa e che questo libro dimostra con una forza
disarmante: non riusciamo a vincere le mafie, non riusciamo a battere
l’estorsione, perché, a tutti i livelli,
dal locale al nazionale, c’è una politica grigia che affianca, supporta, o non
combatte le mafie. Altrimenti le mafie sarebbero state sgominate come qualunque
banda di criminali. Ed è questa pietra al collo che non fa volare l’Italia, che
non fa volare la Sicilia, che non fa volare il nostro territorio.

Continuano a farci vivere al di sotto
delle nostre potenzialità. Ma la colpa è anche nostra, la colpa è anche di chi
non reagisce, la colpa è anche di chi non va a votare.

Tornate a votare. Gli onesti, le
persone perbene, siamo maggioranza. Oggi c’è una speranza concreta in più che
prima non c’era. C’è un movimento sano che seleziona i migliori e isola ed
espelle i furbi. È notizia di
oggi che L’Espresso, un settimanale a
noi certo non amico, certifica con un’inchiesta che i 5stelle hanno i più alti
titoli di studio tra i candidati di tutti i partiti; ma già nel 2013 abbiamo
ringiovanito il parlamento e l’abbiamo colorato di rosa e l’abbiamo elevato
culturalmente. Pensate un po’ come eravamo messi! E così sarà anche dopo il 4
marzo. Coraggio, andate a votare in massa alle politiche e poi alle
amministrative. Il futuro sarà stellato.

Il quarto e ultimo libro è Candido
del grande scrittore siciliano Leonardo Sciascia.

Candido è un libro meraviglioso, che parla di un uomo ingenuo e
candido, che è nato la notte in cui in Sicilia è iniziata la liberazione dal nazifascismo,
e che per tutta la vita, da bambino fino ad adulto, dice candidamente la verità
e va contro i neofascisti, i falsi comunisti, i bigotti, e va incontro a tante
incomprensioni e delusioni, ma ha anche immense soddisfazioni e vive sempre
sereno e pacifico.

Ecco, io mi candido e sarò candido,
come i candidati che nell’antica Roma dovevano indossare una toga candida,
immacolata, pulita… ad indicare che sarebbero stati puri e avrebbero governato
nell’interesse generale e non personale. E mi candido anche con lo spirito del Candido di Sciascia, uno spirito
pacifico e ingenuo. Questo libro ha un sottotitolo meraviglioso: Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia.

Amici, un sogno se lo sogniamo da soli è solo un sogno, se lo sogniamo
tutti insieme, può diventare realtà.

Grazie di cuore a tutti! Viva Mascalucia, viva il Movimento!