Questa
settimana ho svolto nella mia 3C scientifico un’attività didattica
nuova, che ho chiamato “History Contest” e che mi pare sia andata bene,
motivo per cui voglio pubblicizzarla un po’ per un eventuale confronto
anche con colleghi e studenti.

Premetto che gli studenti sono
quasi tutti inseriti dall’inizio dell’anno in un gruppo facebook che
utilizziamo a soli fini didattici. Al posto di facebook si potrebbe
adottare qualunque altra piattaforma didattica chiusa che consenta un
feedback istantaneo tra docenti e studenti, ma io preferisco questo
social, perché ho trovato rigide e non sempre user friendly le
piattaforme ‘didattiche’ da me sperimentate.

Dall’inizio
dell’anno il nostro gruppo facebook è una sorta di diario di bordo, in
quanto vi riversiamo dentro gli ‘appunti’ rielaborati dagli alunni dopo
le lezioni, eventuali materiali didattici, e le domande che vengono
poste o le questioni che sorgono durante le verifiche orali e che sono
riportate da coloro che fungono da segretari.

Il giovedì ho il
mio blocco di due ore di storia, che ho così organizzato: nella prima ora
ho svolto una verifica orale tradizionale programmata a tre studenti con
il coinvolgimento di uno studente segretario. Nel frattempo il resto
della classe era diviso in cinque gruppi, due dei quali, seguiti dalla
collega di sostegno Piera Strano e dalla tirocinante Rachele Mazzara,
dislocati in altri locali della scuola. Gli studenti impegnati nei
gruppi, collegandosi al gruppo facebook con il loro device, dovevano
rivedere le domande sorte nello studio della storia dall’inizio
dell’anno (una trentina circa) relativamente al modulo di raccordo
sull’Alto Medio Evo e dovevano cercare di approntare delle risposte
sintetiche, sapendo che nell’ora successiva sarebbero stati sottoposti
ad una verifica competitiva.

Nella seconda ora iniziava il vero e
proprio contest: i tre studenti sottoposti a verifica, il segretario,
la collega di sostegno e la tirocinante formavano la giuria, cinque studenti
capigruppo erano disposti uno a fianco all’altro con il loro device
collegato sul gruppo facebook e senza alcun sussidio (libro, appunti,
tracce di risposta ecc.).

Io ponevo una domanda per iscritto come
post sul gruppo, la cui homepage veniva proiettata contemporaneamente
sulla LIM a beneficio di tutti. Assegnavo il tempo massimo di risposta
(due, tre, quattro minuti a seconda della difficoltà del quesito) ed avviavo il
timer. Allo scadere del tempo, davo qualche secondo per rivedere il
testo e pubblicare la risposta come commento al mio post. A quel punto
la giuria confrontava le risposte, valutandone la ricchezza di
contenuto, la corrispondenza con la richiesta, la precisione lessicale e
formale e designando la migliore tra le cinque. Durante la valutazione
della giuria io ponevo già una seconda domanda e così via. Siamo
arrivati a fare una competizione su cinque domande in circa quaranta
minuti effettivi di attività.

Ecco ciò che mi ha sorpreso positivamente:

– le risposte migliori non sono state affatto striminzite o riduttive
per le domande di più ampio respiro, nonostante i tempi molto serrati.

– nonostante la situazione di stress le risposte migliori sono
risultate eccellenti anche dal punto di vista formale (sintassi,
ortografia, punteggiatura).

– il clima competitivo ha dato
entusiasmo all’attività senza degenerazioni: è prevalsa la possibilità
di un confronto immediato tra produzioni diverse come occasione di
crescita, piuttosto che il semplice agonismo.

Un aspetto
negativo è stato invece, forse, il tentativo di qualcuno, in uno o due
casi, di nascondere una preparazione approssimativa dietro ‘improbabili’
problemi tecnici.

Alla fine c’è stata una ‘squadra’ e un capogruppo vincitori, ma ben tre squadre su cinque hanno ‘totalizzato’ almeno un punto, cioè hanno vinto una manche.

Ho poi separato l’aspetto della competizione dalla valutazione
scolastica, perché ho valutato ex aequo con un 9 i primi due
classificati, con un 8 il terzo, con un 7 il quarto e con un 5 il
quinto, sulla base di tutte le risposte fornite. Successivamente sul
gruppo facebook, per alcune risposte, ho fornito un chiarimento
circostanziato sul perché una risposta era stata considerata più
completa, articolata e corretta di un’altra, a beneficio della
riflessione critica degli studenti.

Un errore da me commesso è
stato quello di non coinvolgere nella competizione vera e propria le
squadre per intero con batterie di concorrenti sempre nuovi, così che
alcuni hanno partecipato attivamente solo alla fase di preparazione e
poi semplicemente come ‘pubblico’ durante la competizione (anche se si
trattava pur sempre di vedere e leggere risposte a precise questioni
storiche). Ma a questo rimedierò la prossima volta ;-), preannunciando il contest molto in anticipo e richiedendo una specifica preparazione casalinga in vista di esso. Si preparino anche le altre classi! 😉