Laurence Sterne, Vita e opinioni di Tristram Shandy, trad. it. di Giuliana Aldi, Rizzoli, Milano 1958; titolo originale The Life and Opinions of Tristram Shandy, Gentleman (1767).

I diritti dello spermatozoo

“L’HOMUNCULUS per quanto sembri vivere una vita bassa e ridicola agli occhi di quest’epoca frivola e stravagante o piena di pregiudizi, viene però riconosciuto, da chi ragiona scientificamente come un essere che deve venir tutelato nei suoi diritti. I filosofi dalle vedute aperte […] ci dimostrano in maniera inconfutabile che l’HOMUNCULUS è creato dalla stessa mano divina, generato secondo il medesimo processo naturale, e dotato delle identiche facoltà dinamiche nostre […] è un essere altrettanto attivo quanto il Lord Cancelliere d’Inghilterra, ed è, nel vero e più sincero senso della parola, un nostro simile. E’ una creatura cui si può fare del bene, oppure nuocere, cui si può porgere aiuto; che, in una sola parola, può rivendicare tutti quei diritti umani che Tullietto, Puffendorf e i migliori moralisti riconoscono ai propri simili. Ora, caro signore, che direste se qualcosa fosse accaduto a quel povero essere durante il suo viaggio solitario? O se, preso dal panico, fenomeno del resto naturale per un viaggiatore giovane come lui, il mio ometto avesse terminato l’ultima tappa miseramente sfinito?…” (pp. 20-21)

Battesimo preventivo universale a mezzo catetere

“Un ostetrico fa presente ai signori Dottori della Sorbona che vi sono dei casi, benché rarissimi, in cui la madre non è in grado di partorire. Contemporaneamente il bambino è talmente trattenuto nel seno materno da non far apparire alcuna parte del suo corpo: questo sarebbe un caso, secondo il Rituale, in cui va conferito al bimbo il battesimo sotto condizione. Il chirurgo postulante pretende, con l’aiuto di una piccola cannula, di poter battezzare immediatamente l’infante senza fare alcun danno alla madre. Egli domanda se tale mezzo, che ora propone, è lecito e legittimo; e se può servirsi di esso nel caso esposto.

RISPOSTA

Il consiglio pensa che la questione proposta presenti gravi difficoltà: i teologi stabiliscono da un lato, per principio, che il battesimo che è una nascita spirituale, presuppone una nascita precedente: bisogna essere nati nel mondo per rinascere in Cristo, essi insegnano. San Tomaso (3 part. quaest. 88 art. 11) segue questa dottrina come verità costante; <<non si può>>, dice questo santo dottore, <<battezzare i bambini che sono racchiusi nel seno materno>>. San Tomaso si basa su ciò: che i bambini ancora nel grembo non possono essere considerati nel numero dei viventi. Perciò essi non possono essere oggetto di una azione esteriore, così da ricevere, per mezzo del loro ministero, i sacramenti necessari alla salute dell’anima […]. I rituali ordinano nella pratica ciò che i teologi hanno stabilito nei medesimi argomenti e proibiscono in maniera inequivocabile di battezzare i bambini racchiusi nel seno materno, se non fanno apparire una parte qualsiasi del loro corpo. Il concorso dei teologi e dei rituali (che sono la somma delle regole delle diocesi) sembra formare un’autorità che pone fine alla presente questione; tuttavia il consiglio, in coscienza, considerando da un lato che il ragionamento dei teologi è fondato unicamente su un motivo di convenienza e che la proibizione dei rituali suppone che non si possa battezzare immediatamente i bambini così racchiusi nel seno materno, il che è contro la presente proposta, e considerando d’altro canto che i medesimi teologi insegnano che si possono arrischiare i sacramenti che Gesù Cristo ha stabilito come mezzi facili, ma necessari, per santificare gli uomini,

e considerando altrimenti che i bambini racchiusi nel seno materno potrebbero essere capaci di dannazione; per tutte queste considerazioni e tenendo conto dell’esposto, secondo il quale si assicura di aver trovato un mezzo per battezzare i bambini così trattati senza procurare alcun danno alla madre, per tutto ciò insomma il consiglio crede che ci si potrebbe servire del mezzo proposto, nella convinzione che Dio non ha affatto lasciato questa categoria di bambini senza soccorso e supponendo (come è stato esposto) che il mezzo di cui si tratta è adatto a impartire il battesimo. Tuttavia, nel caso che autorizzando la pratica proposta, si dovesse cambiare una regola universalmente stabilita, il consiglio crede che il postulante debba indirizzarsi al proprio vescovo e a colui al quale spetta di giudicare dell’utilità e del pericolo del mezzo proposto. E, come con il beneplacito del vescovo, il consiglio pensa si dovrebbe ricorrere al papa, che ha il diritto di spiegare le regole della chiesa e di derogarne nei casi in cui la legge obblighi, così per quanto saggia e utile appaia tale maniera di battezzare, il consiglio non potrebbe approvarla senza il concorso di queste due autorità. Si consiglia almeno al postulante di rivolgersi al proprio vescovo e di partecipargli la presente decisione, affinché se il prelato comprende le ragioni sulle quali i sottoscritti dottori si basano, possa essere autorizzato, in caso di necessità, per non rischiare di aspettare troppo, che venga chiesto e accordato il permesso di usare il mezzo proposto, così vantaggioso per la salvezza del bambino. Del resto il consiglio, pur pensando che di ciò si potrebbe fare uso, crede tuttavia che se i bambini interessati in questa faccenda venissero al mondo contro la speranza di quelli che si sarebbero serviti dello stesso mezzo, si renderebbe necessario battezzarli sotto condizione; e in ciò il consiglio si conforma a tutti i rituali che, autorizzando il battesimo del bambino, che fa comparire una parte qualsiasi del suo corpo, ingiungono pure e ordinano di battezzarlo sotto condizione, s’egli viene poi felicemente a questo mondo. Deliberato alla Sorbona il 10 aprile 1733. A Le Moyne, L. De Romigny, De Marcilly.

I complimenti del signor Tristram Shandy ai rispettivi signori Le Moyne, De Romigny, De Marcilly; egli spera che abbiano trascorso una buona notte dopo un consulto così faticoso. Inoltre terrebbe a sapere se il battezzare per iniezione tutti i futuri uomini insieme, senza guardare troppo per il sottile, subito dopo la cerimonia del matrimonio e prima della sua consumazione, non potrebbe essere un sistema ancora più spiccio e sicuro. Sempre alle condizioni suddette: cioè che se i futuri uomini arrivassero sul serio a vedere sani e salvi la luce, ciascuno di essi dovrebbe essere battezzato di nuovo. Ah! dimenticavo, sous condition, e in secondo luogo a patto che la cosa possa essere fatta (e il signor Shandy lo crede) par le moyen d’une petite canulle, e sans faire aucun tort à le père.” (pp. 71-76).