“Se vogliamo che la buona letteratura prosperi è assolutamente essenziale che non ci siano restrizioni alla cattiva letteratura”. L’aforisma di Lytton Strachey è facile da parafrasare: se vogliamo che la buona scienza prosperi è assolutamente essenziale che non ci siano restrizioni alla cattiva scienza; se vogliamo che i discorsi d’amore prosperino è essenziale che non ci siano restrizioni ai discorsi d’odio… La libertà d’espressione e di pensiero deve essere difesa a tutti i costi, se vogliamo sperare che ci siano ancora sprazzi di buona letteratura, di buona arte, di buona scienza, di buoni discorsi. Ogni censura “darà come risultato il soffocamento di qualsiasi originalità e sperimentazione”, a danno di tutti. Il pensiero del fine scrittore inglese di inizio Novecento si trova in un breve saggio che reca un titolo da epoca pandemica: “Alla fine andrà tutto per il meglio?”, a pagina 22 della deliziosa raccolta di brevi scritti: “Uomini, donne, sesso e arte”, pubblicata da Castelvecchi, Roma 2015, nella traduzione di Sabina Terziani.