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filosofia&storia

La verità nel pozzo. Democrito

filosofia Posted on Dom, Dicembre 09, 2018 18:41:46

“Democrito afferma che la verità giace immersa in un pozzo talmente profondo da non avere fondo”.

Democrito, “Raccolta dei frammenti. Interpretazione e commentario di Salomon Luria”, Bompiani, Milano 2007, p. 105.

Anish Kapoor, “Descente into Limbo”, 1992.



Il vuoto. Democrito

filosofia Posted on Dom, Dicembre 09, 2018 16:53:01

“Con la parola ‘nulla’ si allude al vuoto, intendendo asserire che anche quest’ultimo possiede una certa natura e una propria sussistenza”. Democrito, “Raccolta dei frammenti. Interpretazione e commentario di Salomon Luria”, Bompiani, Milano 2007, p. 105.

(Lucio Fontana, “Concetto spaziale” 1960, Museo d’Arte Gallaratte MAGA).



Gli infiniti mondi di Democrito

filosofia Posted on Dom, Dicembre 09, 2018 16:49:58

“Se il vuoto è infinito, saranno infiniti anche i mondi”.
Democrito, “Raccolta dei frammenti. Interpretazione e commentario di Salomon Luria”, Bompiani, Milano 2007, p. 99.

(Yayoi Kusama, “Infinity Mirrored Room – The Souls of Millions of Light Years Away” 2013, Garage Museum of Contemporary Art – Mosca.



Il servo e il padrone

filosofia Posted on Lun, Ottobre 08, 2018 15:55:03

“Raccontano
che una volta sferzava un servo che aveva rubato. Avendogli costui
detto: ‘Era destinato per me rubare’, Zenone soggiunse: ‘Anche essere
percosso”.

Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, trad. it., Laterza, Bari 1962, p. 302.

(Padrone che sferza un servo, IV sec., Mosaici della Villa romana del Casale – Piazza Armerina).



Sonetto sui Pitagorici

filosofia Posted on Lun, Ottobre 08, 2018 15:52:24

I Pitagorici

Pitagora, di certo il più famoso,
è uno dei filosofi leggendari
che ancor oggi mi sembra doveroso
menzionar tra i più straordinari.

Studiava i numeri, dispari e pari,
alla base d’un cosmo armonioso,
elementi astratti, elementari
ne formano il fulcro più operoso.

Il principio di tutto è astratto.
Il numero è la quinta essenza
di ciò che nei secoli è stato fatto.

I Pitagorici fondan la scienza
Matematica e per questo atto
meritan eterna riconoscenza.

Francesco Deiana, “Storia della filosofia a sonetti”, Sui generis, Torino 2016, p. 11.



Sonetto sulla Scuola di Mileto

filosofia Posted on Lun, Ottobre 08, 2018 15:51:57

La Scuola di Mileto

Con la famosa Scuola di Mileto
si suol cominciar la filosofia,
su quelle coste nacque l’alfabeto
del pensiero, nell’odierna Turchia.

Si cominciò chiedendosi in segreto
cosa fosse l’archè, cioè qual sia
l’origine delle cose in concreto
dal quale tutto quanto prese il via.

Prima pensavan fosse materiale
come l’acqua, l’aria, la terra ché
così sembrava molto più normale.

O, al massimo, un miscuglio dei tre,
come l’apeiron brodo primordiale
da cui nasce tutto, compreso te.

Francesco Deiana, “Storia della filosofia a sonetti”, Sui generis, Torino 2016, p. 9.



Il saggio cannibale

filosofia Posted on Dom, Ottobre 07, 2018 20:19:14

“Costretto dalle circostanze, il sapiente si ciberà anche di carne umana”.

Diogene Laerzio, “Vite dei filosofi”, VII, trad. it., Laterza, Bari 1962, p. 342.

Francisco Goya, “Saturno devorando a su hijo”, 1821-1823, Museo del Prado.



Il dilemma del coccodrillo

filosofia Posted on Gio, Ottobre 04, 2018 15:47:31

Un coccodrillo aveva afferrato un bambino che stava giocando sulle rive del
Nilo.

La madre implorò il coccodrillo di restituirglielo.

“Certo” – disse il coccodrillo – “se sai dirmi in anticipo esattamente ciò
che farò, ti restituirò il piccolo; però, se non indovinerai, lo mangerò per
pranzo.”

“Oh” – disse la madre piangendo disperata – “tu divorerai il mio
bambino”.

L’astuto coccodrillo ribatté: “Non posso ridarti il bambino perché, se
te lo rendo, farò sì che tu abbia detto il falso, e ti avevo garantito che su
tu avessi detto il falso, lo avrei divorato”.

“Le cose stanno esattamente al contrario” – rispose astuta la madre – “Non
puoi mangiare il mio bambino perché, se lo divori, farai sì che io abbia detto
la verità e tu avevi promesso che, se io avessi detto la verità, avresti
restituito il bambino.”

Chi è il vincitore di questa discussione da un punto di vista logico?

Secondo la logica che cosa accadrà?

(tratto da Nicholas Falletta, Il libro dei paradossi, trad. it., Tea, Milano 2017)



Il paradosso del mentitore

filosofia Posted on Gio, Ottobre 04, 2018 15:17:36

“Uno
di loro, proprio un loro profeta, ha detto: «I Cretesi sono sempre
bugiardi, brutte bestie e fannulloni». Questa testimonianza è vera”. Lettera a Tito 1,12-13.

L’illustrazione è tratta da Guillaume Rouillé, Promptuarii Iconum Insigniorum, Lione 1553.



Tabula rasa

filosofia Posted on Gio, Ottobre 04, 2018 15:15:22

Per
gli stoici la conoscenza deriva interamente dai sensi. L’anima umana è
alla nascita una ‘tabula rasa’ sulla quale si registrano le
rappresentazioni sensibili.

Tabula rasa, 1958, del pittore catalano Antoni Tàpies (1923-2012) – Galleria Nazionale di Arte Moderna – Roma.



Sensazione, apprensione, comprensione catalettica, scienza secondo gli stoici

filosofia Posted on Gio, Ottobre 04, 2018 15:13:51

“Zenone traduceva questo in un gesto. Infatti quando mostrava la
palma della mano con le dita aperte, diceva: “Ecco la rappresentazione”.
Poi, con le dita un po’ piegate, diceva: “Ecco l’assenso”. Infine, col
pugno completamente chiuso, affermava che quella era la ‘comprensione’.
Ed è da questa similitudine che diede il nome ‘κατάληψιν’ ad una cosa
prima inesistente. In seguito avvicinava la mano sinistra, e con essa
stringendo nel dovuto modo e con forza il pugno, diceva che questa era la scienza, di cui nessuno, tranne il saggio, ha il pieno possesso”.

Cicerone, Academica 2.47.144

Le mani raffigurate sono quelle del grande scultore britannico Henry
Moore (1898-1986): The Artist’s Hand I, V, II, IV (1979, Tate Modern –
Londra).



Hortus conclusus. La tripartizione della filosofia secondo le scuole ellenistiche

filosofia Posted on Gio, Ottobre 04, 2018 15:07:18

Gli stoici paragonano l’intera filosofia ad un giardino recintato
(hortus conclusus) in cui il muro di cinta rappresenta la logica, che
delimita e difende il terreno della scienza, gli alberi simboleggiano la
fisica, la struttura fondamentale per comprendere il cosmo e i frutti
l’etica, ovvero il fine a cui tende l’intera conoscenza.

(L’immagine è un dipinto romano del I sec. a. C. dalla Villa di Livia,
oggi conservato nel Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme –
Roma).



Alfred North Whitehead, “Introduzione alla matematica”, 1911

filosofia Posted on Mar, Dicembre 26, 2017 19:14:15

Alfred North Whitehead, Introduzione alla matematica, trad. it. di A. Bonfirraro, Newton Compton Editori, Roma 1976.

“Una delle cause dell’apparente banalità di molta dell’algebra elementare, è la preoccupazione dei libri di testo per la soluzione delle equazioni”. (17)

“L’uso dell’ago magnetico non venne introdotto in Europa fino al termine del dodicesimo secolo, più di tremila anni dopo che era stato usato per la prima volta in Cina. L’importanza che la scienza dell’elettromagnetismo ha assunto da allora in tutti i rami della vita umana non è dovuta a una maggiore predisposizione pratica degli europei, ma al fatto che in occidente i fenomeni elettrici e magnetici vennero studiati da uomini che erano ispirati da interessi teorici astratti”. (25)

“La morte di Archimede per mano di un soldato romano è il simbolo del cambiamento enorme che avvenne nel mondo; i greci teorici, col loro amore della scienza astratta, vennero sostituiti alla guida del mondo europeo dai pratici romani. Lord Beaconsfield, in uno dei suoi racconti, ha definito l’uomo pratico come quello che continua a commettere gli errori dei suoi antenati. I romani furono una grande razza, ma erano afflitti dalla sterilità comportata dalla praticità”. (30)

“Il mondo doveva attendere diciotto secoli prima che i fisici matematici greci trovassero dei successori. Nel sedicesimo e diciassettesimo secolo della nostra era, dei grandi italiani, in particolare Leonardo da Vinci, l’artista (nato nel 1452, morto nel 1519), e Galileo (nato nel 1564, morto nel 1642) riscoprirono il segreto, noto ad Archimede, di mettere in relazione i concetti matematici astratti con la ricerca sperimentale dei fenomeni naturali”. (31)

“E’ un detto assolutamente sbagliato, ripetuto da tutti i libri di esercizio e dalle persone importanti quando fanno dei discorsi, che dobbiamo coltivare l’abitudine di riflettere su ciò che stiamo facendo. E’ vero esattamente l’opposto. La civiltà progredisce quando aumenta il numero delle operazioni importanti che possiamo eseguire senza riflettere”. (43)

“Molti matematici non gradiscono assolutamente il calcolo numerico, e non sono molto brillanti nell’eseguirlo”. (48)

“L’interesse della geometria analitica sta nel fatto che mette in relazione la geometria che ebbe inizio come scienza dello spazio, con l’algebra, che ha origine dalla scienza dei numeri”. (77)

“La guglia di una cattedrale gotica e l’importanza della linea retta illimitata nella geometria moderna sono gli emblemi della trasformazione del mondo moderno”. (79)

“Quando nella geometria analitica si introducono i concetti di ‘origine’, ‘coordinate’ e ‘vettori’, studiamo i concetti astratti che corrispondono ai fatti fondamentali del mondo fisico”. (83)

“Quando i geometri greci ebbero esaurito, così pensavano, le più ovvie ed interessanti proprietà delle figure costituite da linee rette e cerchi, si volsero allo studio di altre curve; e con l’istinto quasi infallibile che avevano di centrare gli argomenti su cui valesse la pena di riflettere, si dedicarono principalmente alle sezioni coniche, cioè, alle curve con cui dei piani avrebbero tagliato le superfici di coni circolari. L’uomo cui va riconosciuto il merito di aver inventato questo studio è Menecmo (nato nel 375 a. C. e morto nel 325 a. C.,); era un allievo di Platone e uno degli istitutori di Alessandro il Grande”. (84)

“‘In questo paese ci sono strade private e perfino strade riservate solo al re, ma in geometria c’è una sola strada per tutti'” (Menecmo) (84)

“Keplero era un astronomo, ma era anche un abile geometra e sull’argomento delle sezioni coniche era pervenuto a dei concetti che precorrevano la sua era. Egli è soltanto uno dei molti esempi che illustrano quanto sia falsa l’idea che il successo nella ricerca scientifica esige la dedizione esclusiva ad un solo ristretto campo di studio”. (90)

“E’ una regola sicura da applicare che, quando un autore di matematica o di filosofia scrive con nebulosa profondità, sta dicendo delle sciocchezze”. (145)

“Mentre i numeri possono applicarsi a tutte le cose, non è detto che lo possa anche lo spazio”. (153)

“La difficoltà che incontra il principiante nello studio di questa materia è dovuta alla grande quantità di dettagli tecnici che si è lasciata accumulare nei libri di testo elementari, e che ha oscurato i concetti importanti. I primi argomenti da studiare, se si esclude la conoscenza dell’aritmetica che si presuppone, devono essere la geometria e l’algebra elementare. I corsi di queste materie devono essere brevi, e fornire solo i concetti necessari; l’algebra deve essere studiata graficamente, cosicché con l’esercizio si possano anche assimilare i concetti della geometria analitica elementare. I due successivi argomenti da studiare saranno la trigonometria e la geometria analitica della linea retta e del cerchio. Quest’ultimo argomento è molto breve, perché in realtà si mescola all’algebra. Lo studente è quindi pronto ad affrontare le sezioni coniche, un corso molto breve della parte geometrica, e uno più lungo della parte analitica delle coniche. Ma in tutti questi corsi, si deve fare molta attenzione a non sovraccaricare la mente con più dettagli del necessario per l’esemplificazione delle idee fondamentali. Rimangono adesso il calcolo differenziale e in seguito il calcolo integrale, da attaccare con lo stesso sistema. Un buon insegnante li avrà già illustrati nello studio di casi speciali durante il corso di algebra e di geometria analitica. Bisogna anche leggere qualche breve testo sulla geometria a tre dimensioni. Questo corso elementare di matematica è sufficiente per alcuni tipi di carriera professionale. E’ anche il preliminare necessario per chiunque desideri studiare l’argomento per il suo intrinseco interesse. Avrà così le basi per iniziare un corso più approfondito. Comunque, non deve sperare di essere in grado di averne padronanza completa. Questa scienza è assurta a tali vaste proporzioni, che probabilmente nessun matematico vivente può pretendere di esserci riuscito”. (158)



Arthur Schopenahuer, “Del chiasso e dei rumori”

filosofia Posted on Mer, Dicembre 21, 2016 16:24:15

Schopenhauer fu il primo filosofo a comprendere che la filosofia ritornava ad essere letteratura, ovvero mito, racconto, narrazione. E quindi scrisse di filosofia con stile, adoperando parole leggiadre e sferzanti ad un tempo.

E ritmo e verve. Il pensiero abbandona l’architettura per tornare ad essere musica. Non più spazio dentro cui abitare al riparo, illusoriamente protetti, ma canto interiore che consola o incita o, semplicemente accompagna lungo i sentieri di ciò che non è riconducibile a coerenza, ad ordine, a sistema.

Tra gli ultimi saggi di “Parerga e Paralipomena” merita di essere tenuto sempre presente, soprattutto nei nostri giorni, quello che ha per titolo “Del chiasso e dei rumori”. Chi può godere del piacere intellettuale del pensiero, della musica del pensiero, questa sinfonia che ha imparato ad orchestrare fin dalle prime letture, dalle più antiche infantili solitudini, detesta i rumori, il chiasso, il frastuono. Chi ha una musica interiore non ama che essa venga interrotta per nulla.

“Tutti gli spiriti eminenti sono sempre stati estremamente ostili a ogni disturbo, interruzione e distrazione, ma soprattutto al disturbo violento dovuto ai rumori; mentre gli altri individui non ne vengono irritati in modo particolare. La più ragionevole e spiritosa delle nazioni europee ha perfino chiamato la regola NEVER INTERRUPT (NON INTERROMPERE MAI) undicesimo comandamento. Il chiasso è la più impertinente di tutte le interruzioni, poiché interrompe, anzi perfino spezza i nostri pensieri”.

A. Schopenhauer, Del chiasso e dei rumori



Dialogo sul papa eretico

filosofia Posted on Mer, Settembre 09, 2015 10:12:33

E’ uscito il 3 settembre il mio volume: Guglielmo di Ockham, “Dialogo sul papa eretico”, Bompiani, a cura di A. Salerno, Milano 2015, pp. 2240.



Naturalmente filosofi

filosofia Posted on Lun, Ottobre 27, 2014 16:55:30

Quando al terzo anno di liceo si avvia il discorso filosofico, il docente e gli studenti impattano con i cosiddetti presocratici, con la filosofia occidentale alle sue origini, che è uno dei prodotti più straordinari che l’umanità abbia realizzato. Si inizia dunque in grande. Se si riesce ad evitare la filastrocca di opinioni, e se si prende sul serio il filosofare (cosa che con tutti i nostri limiti ci sforziamo di fare), possono accadere cose molto interessanti. Ciò che più mi sorprende, ogni volta, è che, risvegliata l’attitudine al pensiero, spesso sopita dietro anni di studi scolastici, i giovani studenti riescono a sviluppare da sé le trame del pensiero. In questi giorni siamo a Parmenide. Ebbene, oggi mi sono sentito formulare da uno studente, “sostanzialmente” ed “ex abrupto”, la critica di Platone a Parmenide. Non ho potuto fare altro che dirgli: “Questo è in nuce il tentativo di superare Parmenide da parte di Platone”. Un’altra studentessa ha prefigurato uno sviluppo dell’eleatismo in senso severiniano. Programmaticamente, cerco di non dare spazio alle varie opinioni degli studenti. Non faccio la lezione su “cosa ne pensate di Parmenide?”. Non sollecito. Non vellico. Chiedo anzi sempre l’umiltà di cercare innanzitutto di comprendere, per quanto ci è possibile, queste vette di speculazione. Eppure, scatta incomprimibile l’urgenza del pensare da sé. Ed è bello osservare questo processo: si mette in moto la riflessione, la contraddizione, il superamento, in modo quasi istintivo, naturale. E spesso ciò porta a ricalcare autonomamente le orme che il pensiero ha già tracciato, a rivivere in sé ancora una volta la grande filosofia. Non credo che si tratti di miei abbagli. Credo che si tratti di autentici germogli di pensiero. Occorrerebbe molto tempo per farli sviluppare fino a frutti maturi ulteriori. In parte è davvero solo questione di tempo. Che quegli antichi avevano, trovavano. Noi, no. Perché intanto è suonata la campanella. Inizia la lezione di… religione.



Gentile su Marx

filosofia Posted on Mar, Agosto 26, 2014 16:18:34

Breve saggio sull’interpretazione di Marx in due operette di Gentile.