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filosofia&storia

History Contest

vita scolastica Posted on Sab, Novembre 10, 2018 21:53:25

Questa
settimana ho svolto nella mia 3C scientifico un’attività didattica
nuova, che ho chiamato “History Contest” e che mi pare sia andata bene,
motivo per cui voglio pubblicizzarla un po’ per un eventuale confronto
anche con colleghi e studenti.

Premetto che gli studenti sono
quasi tutti inseriti dall’inizio dell’anno in un gruppo facebook che
utilizziamo a soli fini didattici. Al posto di facebook si potrebbe
adottare qualunque altra piattaforma didattica chiusa che consenta un
feedback istantaneo tra docenti e studenti, ma io preferisco questo
social, perché ho trovato rigide e non sempre user friendly le
piattaforme ‘didattiche’ da me sperimentate.

Dall’inizio
dell’anno il nostro gruppo facebook è una sorta di diario di bordo, in
quanto vi riversiamo dentro gli ‘appunti’ rielaborati dagli alunni dopo
le lezioni, eventuali materiali didattici, e le domande che vengono
poste o le questioni che sorgono durante le verifiche orali e che sono
riportate da coloro che fungono da segretari.

Il giovedì ho il
mio blocco di due ore di storia, che ho così organizzato: nella prima ora
ho svolto una verifica orale tradizionale programmata a tre studenti con
il coinvolgimento di uno studente segretario. Nel frattempo il resto
della classe era diviso in cinque gruppi, due dei quali, seguiti dalla
collega di sostegno Piera Strano e dalla tirocinante Rachele Mazzara,
dislocati in altri locali della scuola. Gli studenti impegnati nei
gruppi, collegandosi al gruppo facebook con il loro device, dovevano
rivedere le domande sorte nello studio della storia dall’inizio
dell’anno (una trentina circa) relativamente al modulo di raccordo
sull’Alto Medio Evo e dovevano cercare di approntare delle risposte
sintetiche, sapendo che nell’ora successiva sarebbero stati sottoposti
ad una verifica competitiva.

Nella seconda ora iniziava il vero e
proprio contest: i tre studenti sottoposti a verifica, il segretario,
la collega di sostegno e la tirocinante formavano la giuria, cinque studenti
capigruppo erano disposti uno a fianco all’altro con il loro device
collegato sul gruppo facebook e senza alcun sussidio (libro, appunti,
tracce di risposta ecc.).

Io ponevo una domanda per iscritto come
post sul gruppo, la cui homepage veniva proiettata contemporaneamente
sulla LIM a beneficio di tutti. Assegnavo il tempo massimo di risposta
(due, tre, quattro minuti a seconda della difficoltà del quesito) ed avviavo il
timer. Allo scadere del tempo, davo qualche secondo per rivedere il
testo e pubblicare la risposta come commento al mio post. A quel punto
la giuria confrontava le risposte, valutandone la ricchezza di
contenuto, la corrispondenza con la richiesta, la precisione lessicale e
formale e designando la migliore tra le cinque. Durante la valutazione
della giuria io ponevo già una seconda domanda e così via. Siamo
arrivati a fare una competizione su cinque domande in circa quaranta
minuti effettivi di attività.

Ecco ciò che mi ha sorpreso positivamente:

– le risposte migliori non sono state affatto striminzite o riduttive
per le domande di più ampio respiro, nonostante i tempi molto serrati.

– nonostante la situazione di stress le risposte migliori sono
risultate eccellenti anche dal punto di vista formale (sintassi,
ortografia, punteggiatura).

– il clima competitivo ha dato
entusiasmo all’attività senza degenerazioni: è prevalsa la possibilità
di un confronto immediato tra produzioni diverse come occasione di
crescita, piuttosto che il semplice agonismo.

Un aspetto
negativo è stato invece, forse, il tentativo di qualcuno, in uno o due
casi, di nascondere una preparazione approssimativa dietro ‘improbabili’
problemi tecnici.

Alla fine c’è stata una ‘squadra’ e un capogruppo vincitori, ma ben tre squadre su cinque hanno ‘totalizzato’ almeno un punto, cioè hanno vinto una manche.

Ho poi separato l’aspetto della competizione dalla valutazione
scolastica, perché ho valutato ex aequo con un 9 i primi due
classificati, con un 8 il terzo, con un 7 il quarto e con un 5 il
quinto, sulla base di tutte le risposte fornite. Successivamente sul
gruppo facebook, per alcune risposte, ho fornito un chiarimento
circostanziato sul perché una risposta era stata considerata più
completa, articolata e corretta di un’altra, a beneficio della
riflessione critica degli studenti.

Un errore da me commesso è
stato quello di non coinvolgere nella competizione vera e propria le
squadre per intero con batterie di concorrenti sempre nuovi, così che
alcuni hanno partecipato attivamente solo alla fase di preparazione e
poi semplicemente come ‘pubblico’ durante la competizione (anche se si
trattava pur sempre di vedere e leggere risposte a precise questioni
storiche). Ma a questo rimedierò la prossima volta ;-), preannunciando il contest molto in anticipo e richiedendo una specifica preparazione casalinga in vista di esso. Si preparino anche le altre classi! 😉



Publish or perish… a scuola

vita scolastica Posted on Gio, Settembre 08, 2016 13:03:53

Oggi in una quinta classe ho svolto un’attività didattica nuova sia per me sia per i miei alunni. Vengo e mi spiego. Tutti sapevano di dover venire in classe con un tablet o portatile o smartphone personale con possibilità di connessione dati. Abbiamo acceso la LIM e ho proiettato una mappa concettuale relativa all’empirismo moderno e in particolare a Hume.

Per trenta minuti ho tenuto una lezione frontale su questi argomenti, riuscendo a fornire dei concetti generali sull’empirismo e ad introdurre la figura del filosofo scozzese; ho parlato del progetto di scienza della natura umana da lui avviato, quindi dell’esperienza come origine e controllo della conoscenza, della distinzione tra impressioni e idee, della distinzione tra senso interno ed esterno, delle facoltà della sensazione, della memoria e della immaginazione, del principio di associazione delle idee e ho iniziato ad affrontare la critica del concetto di causalità.

Gli studenti prendevano appunti con carta e penna.

Finita la spiegazione, si sono collegati tutti al nostro gruppo facebook di classe, la cui pagina veniva proiettata alla LIM al posto della mappa. Avevano 20 minuti di tempo per rielaborare gli appunti, digitarli attraverso il loro ‘device’ e pubblicarli come commento ad un post relativo a Hume. Il motto di questa attività è: “Publish or perish” (oppure, come qualcuno si è inventato in un inglese forse approssimativo: “post or lost”).

Tutti sono arrivati a pubblicare gli appunti, alcuni in forma completa (paradossalmente quelli che avevano lo smartphone e che io credevo avessero difficoltà di digitazione!!!), altri quasi in forma completa.

A quel punto io ne ho scelti alcuni e leggendoli a tutta la classe ne ho evidenziato eventuali errori concettuali o formali, evidenziando e sottolineando con gli strumenti della LIM.

Avevo annunciato che non ci sarebbe stata una valutazione sul lavoro, se non negativa per chi non avesse pubblicato nulla (ma ciò non si è verificato).

Che cosa credo di aver ottenuto:
1) Gli studenti sono stati attenti e concentrati più del solito, sapendo di essere chiamati a produrre immediatamente un feedback.
2) Durante la spiegazione hanno posto domande importanti e pertinenti di chiarimento relative agli snodi più difficili, sapendo di doverli esplicitare da lì a breve alla classe negli appunti.
3) Durante il lavoro di rielaborazione digitale degli appunti hanno chiesto individualmente ulteriori chiarimenti a me che giravo tra i banchi per sostenere il loro lavoro.
4) L’attività di rielaborazione degli appunti ha costituito un immediato rinforzo a quanto trasmesso poco prima oralmente, con necessità immediata di riorganizzazione e chiarimento di quanto appreso.
5) Nella fase di correzione degli appunti pubblicati si è quindi tornati per una terza volta sullo stesso argomento, con ulteriore rinforzo. Si è colta l’occasione per risolvere alcuni fraintendimenti, per correggere alcuni errori concettuali, per mettere in evidenza tanti aspetti formali di tipo grammaticale, stilistico, o di trattamento testi.

Inoltre:
6) Tutti rivedranno gli appunti e modificheranno il loro post di commento, anche sulla base delle correzioni già suggerite in classe.
7) Il docente darà da casa un’ulteriore occhiata ai lavori prodotti e poi segnalerà i lavori migliori come “materiale” che può essere utilizzato da tutti per lo studio.
8) Gli studenti che utilizzeranno la mappa concettuale fornita e gli appunti ‘certificati’ avranno strumenti per una verifica sufficiente o discreta. Chi volesse rafforzare e approfondire il tema e aspirare ad una valutazione ancora più elevata dovrà fare riferimento anche alle pagine del libro, indicate ad inizio lezione dal docente stesso.

Sono stato molto soddisfatto dell’esperimento. Credo anche i miei alunni. Attendo ulteriori sviluppi circa le ricadute didattiche di più lunga durata.



Se 4+4 fa 5+3 ma non 3+5

vita scolastica Posted on Lun, Settembre 05, 2016 23:14:20

Collegio diviso a metà su trimestre-pentamestre o quadrimestre-quadrimestre. Non è mai una cosa buona. Però si dovrebbe fare anche una riflessione sulle parole e sui dati oggettivi, che sono mutati, e non ripetere sempre stancamente gli stessi cliché. Intanto, sulle parole.
La scelta, infatti, poteva essere posta in questi termini: volete il pentamestre + trimestre o il trimestre + pentamestre? Infatti, con lo scrutinio fatto a fine gennaio e con le festività agatine e carnacialesche di febbraio, con la Pasqua ad aprile, i ponti del 25/4 del 1°/5 e del 2/6, la festività dell’Autonomia siciliana il 15/5, i viaggi di istruzione e le visite guidate, il secondo periodo si ridurrebbe ad un misero trimestrucolo, dove poter dare una valutazione finale serena diventa davvero rischioso e problematico. Posta così la questione, sarebbe davvero irragionevole optare per un primo periodo lungo e un secondo molto più breve. Ma le parole possono occultare anche dati numerici obiettivi, se usate in modo improprio (senza alcuna malizia, si intende). In verità, però, le cose stanno ancora in modo diverso, perché se il collegio approva l’inizio delle lezioni il 7/9 (quest’anno come lo scorso anno), allora settembre è un mese come tutti gli altri. E quindi noi abbiamo una prima frazione, da settembre al 22 dicembre, che è davvero un quadrimestre pieno; e da gennaio a fine maggio abbiamo un pentamestre che è in realtà un quadrimestre. Quindi, chi ha votato per il trimestre-pentamestre, in realtà ha votato per il quadrimestre-quadrimestre; mentre chi ha votato per il quadrimestre-quadrimestre, voleva il pentamestre-trimestre, che sarebbe stata una assurdità. Mi sto sentendo Mark Twain, quando dimostra di essere il nonno di sé stesso. Ma sto portando dati oggettivi, numeri. Per favore, colleghi, meditiamo. L’anno prossimo, comunque, se si riproporrà la stessa ‘vexatissima quaestio”, io dirò solo due parole: chi vuole il 3+5 in realtà vuole il 4+4 e chi vuole il 4+4 in realtà vuole follemente il 5+3. I colleghi nuovi non capiranno un cazzo, i colleghi di matematica mi metteranno alla gogna, alcuni si alzeranno dovendo stare seduti, altri siederanno dovendo stare in piedi, e se vedrò una folla che si dirige di corsa verso di me, non sarà un plebiscito, ma il principio di un linciaggio.



Golem – Pastorale americana

vita scolastica Posted on Lun, Ottobre 27, 2014 15:43:19

All’incontro di avvio del gruppo lettori di “Pastorale americana” erano oggi presenti al Liceo “Concetto Marchesi” di Mascalucia 84 studenti di ben 16 classi (6 del classico e 10 dello scientifico)! 84 potenziali lettori del grande romanzo di Roth, che si incontreranno poi insieme con i lettori di altre scuole il prossimo 5 dicembre!

https://www.facebook.com/events/792665797441236/?ref_newsfeed_story_type=regular



Audiolectio

vita scolastica Posted on Mar, Ottobre 07, 2014 15:12:26

In 5CC stiamo facendo attività didattica di storia così. Stiamo approfondendo la figura di Napoleone III, centrale per l’Ottocento europeo, in modo da richiamare alcune importanti dinamiche storiche di quel secolo con particolare riferimento anche al Risorgimento italiano. Dopo un ripasso di alcune nozioni attraverso una sintetica scheda ricavata dal libro di testo, stiamo adesso ascoltando l’intero ciclo di trasmissioni di “Alle otto della sera” dedicate alcuni anni fa da Franco Cardini alla figura di Luigi Napoleone. Ogni trasmissione dura esattamente 20 minuti. Fornisco preventivamente agli studenti sul nostro gruppo fb didattico una griglia di domande relative ad una determinata puntata del ciclo. Gli studenti ascoltano a casa autonomamente la puntata e provano a rispondere alle domande. Le domande sono ora di tipo meramente nozionistico ora più di taglio critico e possono richiedere anche conoscenze previe da parte dello studente o un’attività minima di ricerca. La volta successiva, in classe, gli studenti pongono delle domande, dei dubbi, relativi all’ascolto; ad essi seguono le mie delucidazioni. Dopo di che si riascolta la puntata in classe. Alla fine del secondo ascolto, alcuni studenti a caso, sono invitati a rispondere oralmente alle domande e ad interloquire con il docente su tutti gli argomenti dell’unità trattata. Il punto di forza di questa attività è la possibilità di mettere a contatto gli studenti con l’eloquio di un grande storico, il costringerli a ricavare dall’ascolto attento le informazioni richieste e a fare gli opportuni collegamenti fra di esse e delle riflessioni critiche su di esse, il rinforzo con i chiarimenti e l’ascolto in classe costituiscono una sorta di ripasso e di riscaldamento, per poi affrontare autonomamente l’esposizione di tematiche molto complesse. Alla fine del ciclo di ascolti gli studenti dovranno produrre un breve saggio scritto o un’ampia verifica orale sulla figura di Napoleone III. Sugli aspetti critici o migliorabili dell’attività faremo una riflessione insieme con gli studenti alla fine del ciclo di ascolti.



Quanto lavoro

vita scolastica Posted on Mer, Ottobre 01, 2014 23:50:16

A poco a poco sto caricando sul mio sito personale tanti lavori realizzati dai miei studenti negli anni passati. Sintesi, schemi, ricerche, approfondimenti: la vita di un imperatore o le ottanta domande e risposte su Kant, la rielaborazione personale di un argomento storico o un tema sui presocratici. Seleziono i testi qualitativamente migliori, li controllo, li ricorreggo. E li metto a disposizione dei nuovi studenti, che a loro volta, se volenterosi, produrranno altri lavori. Quanta ricchezza, quanto tempo. Gli studenti lavorano, i docenti pure!



GOLEM. Inizia il 9 ottobre!

vita scolastica Posted on Dom, Settembre 28, 2014 22:59:41

GOLEM su facebook!



GOLEM: Grandi Opere della LEtteratura Mondiale

vita scolastica Posted on Mer, Settembre 24, 2014 21:52:44

Il Golem sta arrivando!
Quattro Grandi Opere della LEtteratura Mondiale. Studenti di almeno tre scuole (Liceo Marchesi – Mascalucia, Liceo Spedalieri – Catania, Liceo Gulli e Pennisi – Acireale), che si incontreranno in luoghi pubblici per discuterne. Per condividere le idee e le emozioni che le grandi opere sanno dare. Con il desiderio e la speranza di coinvolgere tanti altri nella lettura. Il GOLEM infatti, cresce su se stesso e diviene sempre più grande. Ma, attenzione! Occorre dargli un’anima! L’idea è aperta a tutti, chiunque può leggere o rileggere e venire a dire la sua. Il primo incontro di presentazione del progetto si terrà giovedì 9 ottobre presso la Libreria Mondadori di via Umberto a Catania alle 16,30. La prima opera scelta è Pastorale americana di Philip Roth. Da leggere entro il 5 dicembre. A breve la locandina con tutti i libri e le date. Stay tuned!



Il corpo docente

vita scolastica Posted on Mar, Settembre 23, 2014 14:57:30

Entrare in una classe. Offrirsi a occhi e orecchi avidi. Essere puntato dagli sguardi. Usare la voce, la gestualità, la postura per comunicare e cercare di lasciare il segno. Ed essere trafitto per una o due ore da occhi, parole. Divorato, respinto, assorbito, annusato, fagocitato. Insegnare è un’ostensione quotidiana del proprio corpo. E il tuo corpo invecchia, mentre di là, di fronte a te, i giovani sempre eternamente giovani. Sempre sedicenni i sedicenni, fattene una ragione. Ogni anno. Ma tu no. Tu ti allontani sempre più. Mentre loro stanno fermi lì nella beata, immobile, eterna adolescenza degli studenti. Insegnare è principalmente un’ostensione del proprio corpo, dato in pasto alle nuove fameliche generazioni. Fino alla consunzione.

Questo post è dedicato in particolare a chi, anche fra i miei amici, non ne sa nulla, ma proprio nulla di che mestiere meraviglioso e atroce sia insegnare.



Scuola nuova, vita nuova!

vita scolastica Posted on Lun, Settembre 15, 2014 13:35:10

Oggi abbiamo iniziato le

lezioni presso il plesso di vie Case Nuove, a Mascalucia, un edificio di nuova costruzione, finalmente una scuola! Aule luminose, ampi spazi. Finalmente una scuola! Certo, problemi gravi di viabilità, alcune scelte di progettazione molto discutibili (corridoi oppressivi, bidet ovunque… perché????!!!! :-)))), ma oggi è un giorno felice per il Marchesi, per tutti i lavoratori della nostra scuola e per gli studenti! Ad maiora!



Language immersion

vita scolastica Posted on Sab, Agosto 30, 2014 14:14:08

Quest’anno inizia alle superiori l’obbligo di insegnamento in lingua di intere parti di discipline. Un esempio lampante del velleitarismo e provincialismo della classe dirigente italiana, che, sia detto ‘en passant’, impone agli altri quello che essa stessa non si sogna nemmeno lontanamente di praticare. Le profondità di discipline scientifiche, filosofiche, storiche, letterarie saranno affidate a docenti che biascicheranno quattro frasette in una lingua incomprensibile a tutti e parlata in nessun luogo. Si tenga presente che non è raro in Italia il docente di lingua straniera che non pratica la lingua straniera che dovrebbe insegnare. Fatte salve le lodevoli eccezioni, immaginate un docente non di lingua che ha fatto un corsetto striminzito per imparare un po’ di inglese o francese, e che poi spaccia i contenuti della propria disciplina attraverso questa lingua veicolare. Ma che veicolo sarà? Un carretto a pallini direbbero dalle nostre parti. Le scienze, la filosofia, la storia, la letteratura viaggeranno su traballanti carretti a pallini. Bon voyage!



Nietzsche e le lingue

vita scolastica Posted on Sab, Agosto 30, 2014 13:57:16

“L’imparare molte lingue riempie la memoria di parole invece che di fatti e di pensieri; mentre la memoria è un serbatoio che in ogni individuo può ricevere solo una certa limitata massa di contenuto. Poi, l’imparare molte lingue nuoce in quanto produce l’illusione di una grande versatilità ed effettivamente conferisce anche un certo ingannevole prestigio nei rapporti con gli altri; nuoce poi anche indirettamente perchè ostacola l’acquisizione di cognizioni solide e l’intenzione di meritarsi la stima degli uomini in maniera onesta. E’ infine l’ascia che viene posta alla radice di un più fine senso della lingua nella favella materna: esso viene in tal modo irreparabilmente danneggiato, rovinato. Entrambi i popoli che hanno prodotto i maggiori stilisti, Greci e Francesi, non imparavano lingue straniere”.

F. Nietzsche, Umano troppo umano, Parte V, 267.